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29.07.2018

«Inquinamento in un’ora pari a quanto emesso da 15 auto»

L’azienda Novaresine srl che si trova a Colà di Lazise
L’azienda Novaresine srl che si trova a Colà di Lazise

«Sul progetto del nostro inceneritore è dilagata l’ignoranza, usata per sparare a zero contro di noi». Bruno Franceschini, amministratore delegato di Novaresine srl di Colà di Lazise, risponde al dibattito pubblico nato sul progetto presentato dall’azienda al settore Ambiente della Provincia di Verona per ottenere l’autorizzazione a realizzare un impianto per la combustione e lo smaltimento delle acque di reazione e dei solventi esausti ottenuti nel processo chimico per la produzione di resine sintetiche impiegate nelle vernici. Franceschini illustra i dati sulle emissioni massime previste per il nuovo impianto, comparandoli con quelli delle automobili. Prendendo come riferimento un motore Diesel Euro4 e considerando come valore temporale un’ora, dai calcoli emerge che le emissioni dell’inceneritore sarebbero pari a quanto prodotto da 15,7 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, a 7,9 auto per le polveri sottili (Pm10) e a 2 auto per il monossido di carbonio. «Guardando al traffico sulle strade che circondano la zona ci rendiamo conto di quanto le nostre future emissioni sarebbero davvero poca cosa in confronto», fa notare l’ad citando alcuni dati ricavati dai siti istituzionali sul traffico medio orario dell’area gardesana: 2.500 auto sulla Sr450 (tangenziale Peschiera-Affi), 1.100 sulla Sr249 (Gardesana orientale), 1.900 sulla Sr11, 8mila sull’autostrada A4 e 5mila sulla A22. «L’inceneritore è destinato allo smaltimento delle nostre acque ed è stato dimensionato per poter trattare solo queste: mai sarà previsto lo smaltimento di rifiuti provenienti dall’esterno come sostiene qualcuno anche sui social», chiarisce Franceschini. L’impianto tratterebbe 7,2 tonnellate al giorno tra acque di reazione e solventi esausti («l’1,8 per cento rispetto ai rifiuti trattati dal termovalorizzatore di Ca’ del Bue»), occuperebbe una superficie di 60 metri quadrati con un camino alto otto metri. «Ora emettiamo lo 0,6 per cento di biossidi di azoto rispetto al nostro limite annuo e con il nuovo impianto passeremmo allo 0,8, mentre per le Pm10 resteremmo sotto l’un per cento rispetto al limite consentito», prosegue Franceschini. Le resistenze da parte dei cittadini hanno cominciato a manifestarsi il 10 luglio scorso, giorno della presentazione pubblica del progetto a cui hanno partecipato poche persone per la tardiva comunicazione dell’incontro. Le preoccupazioni sono alimentate dal ricordo dell’incendio scoppiato nel 1991 per un fulmine caduto su un serbatoio. «Oggi lo stabilimento è totalmente rinnovato, abbiamo investito in sicurezza e continuiamo a farlo», replica l’ad di Novaresine, che dopo vari passaggi proprietari nel 2010 è stata acquisita dal gruppo Tenax e oggi conta 51 dipendenti. Nei giorni successivi all’incontro pubblico il sindaco di Lazise Luca Sebastiano aveva preso posizione dichiarando la contrarietà dell’amministrazione comunale all’impianto, l’avvio di verifiche sulla presenza di vincoli sul territorio e la volontà di coinvolgere professionisti per valutare «le possibili ricadute in termini di salute e impatto ambientale». L’incarico tecnico è stato affidato allo studio Benincà di San Martino Buon Albergo con uno stanziamento di 10mila euro spartito tra i comuni di Lazise (7mila euro) e Castelnuovo del Garda (3mila euro), che ha chiesto di essere coinvolto nella procedura essendo Novaresine al confine tra i due paesi. «L’impianto», spiega ancora Franceschini, «è stato pensato per rispondere a tre necessità: per anticipare un probabile obbligo futuro, visto che il Testo unico ambientale parla di auto smaltimento dei rifiuti (oggi Novaresine si appoggia per questo a una ditta di Bergamo, ndr), per risparmiare e cercare nuove soluzioni per sopravvivere alle multinazionali, ma anche perché vogliamo essere i primi in termini di attenzione al territorio e sicurezza, come già testimoniano le certificazioni ottenute per la qualità, l’ambiente e la salute e sicurezza dei lavoratori». Novaresine sta organizzando una giornata a porte aperte sabato 1 settembre dalle 8.30 alle 13.30, in cui far visitare ai cittadini lo stabilimento. •

Katia Ferraro
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