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24.10.2017

Hotel cinque stelle
Contestati metodi
e le procedure

L’area della serra dove sorgerà il nuovo hotel a cinque stelle PECORA
L’area della serra dove sorgerà il nuovo hotel a cinque stelle PECORA

Si è riacceso lo scontro tra maggioranza e opposizione sull’hotel 5 stelle previsto in via Terminon a Lazise, in particolare sulla procedura che lo scorso luglio ha portato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Luca Sebastiano ad approvare la variante urbanistica che ha trasformato il terreno oggi occupato da serre florovivaistiche in zona turistico-ricettiva, concedendo di edificare 15mila metri cubi al posto degli attuali 19mila metri cubi occupati dalle serre.

A scaldare l’ultimo Consiglio comunale è stata l’approvazione della convenzione che regola i rapporti tra il Comune e il privato che realizzerà l’intervento, la Quellenhof srl a cui fa capo il resort di lusso Quellenhof di Merano, in Alto Adige.

I toni più duri sono stati ancora una volta quelli dell’ex assessore Giorgio Benoni, che alla fine del suo intervento è arrivato a chiedere le dimissioni dell’assessora all’urbanistica Barbara Zanetti per aver accettato una polizza fideiussoria a garanzia dell’esecuzione di opere pubbliche da parte del privato a suo dire «studiata perché sia priva di efficacia». Nel mirino il fatto che la società sottoscrittrice della polizza (Quellenhof Lazise srl) è diversa da quella citata nella convenzione (Quellenhof srl), con partite Iva distinte. Ma l’attenzione di Benoni è tornata in primo luogo sulla procedura, contestata anche dai consiglieri di minoranza Damiano Bergamini e Diego Zanetti (assente Renzo Franceschini).

L’ex assessore ha ribadito l’«illegittimità» di aver utilizzato lo Sportello unico per le attività produttive (Suap), seguito dall’Ufficio commercio, per concedere la trasformazione dell’area, sostenendo invece la necessità di una variante al Piano di assetto del territorio (Pat) nel quale l’area su cui si trovano le serre è indicata come soggetta a riqualificazione urbana.

Criticati poi il punto della convenzione che prevede la possibilità di rilasciare l’agibilità all’hotel anche prima del completamento delle opere pubbliche a compensazione dell’intervento privato e l’aver omesso di esplicitare il calcolo eseguito per ottenere l’importo della compensazione, pari a 1 milione e 12mila euro.

«Abbiamo deciso di svincolare questi soldi dall’esecuzione di un’opera singola e determinata», ha spiegato Sebastiano, «Quellenhof eseguirà opere che di volta in volta la Giunta indicherà dopo averne approvato il progetto definitivo, quindi subito cantierabili, come la passeggiata a lago tra Pacengo e i Ronchi di Castelnuovo e il completamento del lungolago tra la Pergolana e il confine con Bardolino».

Tramonta quindi l’idea di usare la perequazione urbanistica per mettere in sicurezza con una ciclopedonale via Terminon e parte di via Zappo dove «sono necessari espropri e i tempi sono più lunghi». Il sindaco ha alzato più volte la voce contro le obiezioni sollevate da Benoni e Bergamini, ha assicurato di voler ottenere le opere prima che l’albergo sia ultimato e si è detto «tranquillo» della procedura seguita.

L’assessora Zanetti ha risposto a Benoni parlando di «letture che stravolgono i fatti e non riportano la verità», declinando l’invito alle dimissioni. La fideiussione, aggiunge a margine del Consiglio, «è stata stipulata con Sparkasse, istituto bancario affidabile». Mentre Benoni ha votato contro l’approvazione della convenzione, i consiglieri Bergamini e Diego Zanetti hanno abbandonato l’aula: «Condividiamo la sua analisi sull’illegittimità della procedura, ma non la finalità, perché siamo favorevoli a interventi edilizi per ottenere opere pubbliche», ha ribadito Bergamini, lanciando una frecciata al sindaco e al suo vice Eugenio Azzali: «Sono cambiate le cose da quando erano alfieri del territorio, ora anche loro concedono volumetria in cambio di opere». Opere nel merito bocciate da Bergamini, sia perché non preventivamente inserite nella convenzione, sia per la loro priorità: «Prima delle ciclopedonali servono rotonde in punti pericolosi».

Katia Ferraro
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