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mercoledì, 19 settembre 2018

Assemblea di Novaresine per rassicurare i residenti

I relatori all'assemblea pubblica per la presentazione del progetto dell'inceneritore

Sala civica di Pacengo gremita, con gente rimasta anche in piedi pur di partecipare alla serata dedicata al progetto dell'inceneritore di acque di reazione e solventi esausti presentato direttamente da tecnici e consulenti di Novaresine srl. La preoccupazione della popolazione è legata soprattutto alle possibili conseguenze ambientali dell'intervento. Nel corso dell'incontro, durato quasi quattro ore e terminato a mezzanotte, i tecnici e i consulenti della ditta di Colà hanno esaminato nel dettaglio il piano aziendale che prevede la realizzazione di un impianto per la combustione e lo smaltimento delle acque di reazione e dei solventi esausti ottenuti nel processo chimico per la produzione di resine sintetiche impiegate nelle vernici. I professionisti intervenuti per conto dell'azienda hanno cercato di tranquillizzare la platea che ha ascoltato con attenzione ponendo molte domande di chiarimento, anche se non sono mancati alcuni interventi critici. L'impianto di combustione tratterà solventi esausti a una temperatura di 850 gradi: una parte del vapore generato andrà riutilizzata per produrre energia, mentre il resto del materiale, che contiene biossido di azoto, monossido di carbonio e tracce di composti organici volatili, derivati dalla trasformazione dei solventi, finirà nell'atmosfera dopo aver attraversato un filtro per l'abbattimento del residuo. I tecnici hanno sottolineato che dopo la costruzione del coinceneritore, che prevede anche un camino alto otto metri da cui verranno espulsi i fumi, le emissioni inquinanti, e in particolare gli ossidi di azoto, aumenteranno meno dell'uno per cento rispetto alla situazione attuale. Nella pratica le emissioni saranno come quelle prodotte da una quindicina di auto al giorno. La portata delle acque di reazione, è stato spiegato, sarà di 270 chili ogni ora, mentre quello dei solventi esausti di trenta chili all'ora. È stato inoltre sottolineato che non si genereranno diossine. La potenza dell'impianto è di 670 kilowatt, «pari a dieci caldaie domestiche». Novaresine, ha precisato l'amministratore delegato Bruno Franceschini, ha deciso di realizzare l'intervento anche per ridurre gli alti costi che attualmente l'azienda deve sostenere per smaltire i residui. Secondo i dati presentati dalla ditta, nel 2017 sono stati 59 autobotti hanno portato via 1.709 tonnellate di sostanze tra soluzioni di lavaggio, acque madri e altri solventi organici. Il manager ha ricordato che per l'opera è previsto un investimento di un milione di euro con un risparmio annuo di duecentomila euro sui costi. L'azienda ha insistito ricordando come grazie all'inceneritore non verranno più effettuati i viaggi fino a Marsiglia per portare via i rifiuti che verranno invece bruciati direttamente in loco, senza impattare sul traffico circostante. «Non stiamo cercando un business a scapito della salute dei cittadini», ha sottolineato Franceschini. «Abbiamo sempre agito nella massima trasparenza. Il progetto non altererà l'ambiente circostante». Riferendosi allo studio che i Comuni di Lazise e Castelnuovo hanno commissionato a professionisti esterni una valutazione indipendente del progetto, l'amministratore di Novaresine ha annunciato che «se i nostri dati verranno smentiti prenderemo misure contro i responsabili del progetto e pagheremo quanto investito dai due Comuni per lo studio per non far gravare la spesa sui cittadini». Un consulente della società ha illustrato anche la valutazione dell'impatto ambientale su cui i cittadini hanno sessanta giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni. Tra il pubblico anche Luca Sebastiano e Giovanni Peretti, rispettivamente sindaci di Lazise e Castelnuovo, che hanno confermato la vigilanza costante sul progetto a tutela del loro territorio. Oggi l’azienda aprirà le porte al pubblico. •