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12.08.2018

Lavori fatti in tempi record Addio code e disagi a Cavaion

«Salita Ragano» al termine dei lavori di rifacimento del sedime stradale in profondità
«Salita Ragano» al termine dei lavori di rifacimento del sedime stradale in profondità

È riaperta alla circolazione veicolare in modo definitivo la strada provinciale 11 «della Valdadige», nel tratto «Salita Ragano» tra i comuni di Rivoli e Cavaion. Sono terminati con largo anticipo, infatti, i lavori di manutenzione straordinaria e asfaltatura tra la rotatoria di Sega e località Camporeggio (in dialetto «Camporengo») in cui si trovano numerose aziende del marmo e attività industriali. La Italbeton di Affi, ditta appaltatrice del cantiere, ha premuto sull’acceleratore e ha terminato in due settimane, dimezzando i tempi inizialmente previsti, gli interventi in programma sulla provinciale: rifacimento del sedime stradale in profondità, sistemazione di alcuni sottoservizi, bitumatura, nuova segnaletica orizzontale. Così la strada, se in un primo tempo doveva essere riaperta in via temporanea tra il 9 e il 27 agosto per poi essere richiusa fino al 7 settembre, adesso ha riaperto del tutto. Altre chiusure sono scongiurate, per la gioia di veronesi e turisti che transitano da queste parti. I cittadini rivolesi e le imprese lapidee non dovranno più seguire i tragitti alternativi e più lunghi per arrivare a destinazione, come pure gli abitanti di Affi o delle zone limitrofe, i veronesi pendolari, i turisti con nessuna dimestichezza della zona. Amministratori e cittadini di Cavaion, dal canto loro, tirano un sospiro di sollievo dopo le lunghe code e i disagi per il traffico triplicato che hanno subito nelle scorse settimane a causa delle SP11 sbarrata, con automobili e mezzi pesanti dirottati sulla già movimentata SP 29 «Del Pozzo Dell’Amore». «Questo intervento, tanto temuto ma necessario, è stato realizzato in tempi rapidi ed egregiamente grazie sia ad amministratori e tecnici della Provincia sia a Italbeton», commenta il sindaco di Rivoli, Armando Luchesa. Soddisfatto anche il presidente provinciale Antonio Pastorello. «Un cantiere finito a tempo di record, sono soddisfazioni non male in un periodo difficile per la Provincia e gli enti locali», sottolinea Pastorello. «Il risultato è stato possibile grazie alla disponibilità dell’impresa, dei tecnici e dei sindaci». Concordano sull’importanza del gioco di squadra il vice sindaco di Rivoli, Luca Gandini, e la sindaca di Cavaion, Sabrina Tramonte. «La riapertura così in anticipo del cantiere stradale è frutto di un’azione sinergica tra tutte le parti», commenta Gandini. «L’impresa è stata straordinaria, ha già provveduto anche alle righe delle carreggiate stradali e alle strisce pedonali. Grazie a tutti coloro che si sono adoperati per il brillante risultato». I disagi dovuti alla totale chiusura della strada, però, non sono mancati. Sotto pressione la tangenziale verso Affi, code segnalate pure sulla strada interna delle Volte, tra Sega e Cavaion, solitamente semi deserta o comunque tranquilla. «L’asfalto era consumato e bisognava intervenire», spiega Gandini. «La provinciale 11 è una strada così importante e trafficata che andava risistemata con urgenza per garantire la giusta sicurezza alle 100mila unità, tra auto, camion e moto, che transitano da lì ogni giorno secondo le ultime rilevazioni statistiche. Il fatto di non aver tenuto una corsia aperta ha permesso che il lavoro venisse fatto nel migliore dei modi e ottimizzando i tempi». Come dire che è servito almeno a velocizzare i tempi il sacrificio fatto da tanti automobilisti nelle ultime settimane, con tragitti infiniti e imbottigliamenti nelle ore di punta tra Pastrengo, Cavaion e Affi. «Abbiamo lavorato in sinergia con il Comune di Rivoli e la Provincia per questo cantiere, valutando bene ogni aspetto», continua la sindaca cavaionese Tramonte. «Il resto lo hanno fatto il bel tempo, i grandi mezzi impiegati proprio perché la strada era chiusa, i sottoservizi che non hanno riservato sorprese. Inizialmente avevamo chiesto un semaforo per la circolazione a corsie alterne, ma alla fine è stato meglio così, viste le tempistiche». •

Camilla Madinelli
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