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sabato, 22 settembre 2018

Lago, documentario per 6 milioni in tivù

Una veduta dell’alto lago

Il lago di Garda da ogni punto di vista. Quello che dalle barche dei pescatori spazia tra l’orizzonte e la riva di Garda, la vastità dei paesaggi dispiegati da un volo in deltaplano, un passaggio a Brenzone, una passeggiata sull’Isola del Garda, un’altra a Sirmione, un salto a Valeggio sul Mincio dove un pastificio storico lavora in diretta i tortellini e quindi la tavolata del Nodo d’amore, a Borghetto, tra preparativi, brindisi, strette di mano, fuochi di artificio. Andrà in onda sabato alle 19, su Sat 1, canale nazionale tedesco che copre anche Austria e Svizzera, con un audience tra i 4 e i 6 milioni di spettatori, il documentario girato, anche con droni, da Moritz Kilia e da Peter Ueberbacher, produttore della Tv consulting & production di Verona, città che ama e dove ha scelto di vivere. Il documentario, lungo 44 minuti e 30 secondi e sarà mandato in onda un’ora prima del notiziario delle 20, è stato chiesto a Ueberbacher da Sat 1. Pur avendo valenza evidentemente pubblicitaria, poiché coinvolge ditte e operatori privati, «ha un forte valore promozionale per il territorio anche in considerazione del fatto che questi imprenditori hanno una storia e tradizioni da raccontare o lavorano valorizzando patrimoni architettonici, artistici e naturalistici», dice Peter, scorrendo le immagini del trailer che inizia a Sirmione (Brescia). La Sirmione raccontata da Roberto Cappelletto, general manager di Villa Cortine palace hotel creato nella villa Cortine, costruita a fine ’800 in stile neoclassico e circondata da un parco di 50.000 metri quadri. Con lui si viaggia tra le viuzze del centro e l castello e poi in motoscafo si raggiunge Garda, sulla Riviera degli Olivi, per incontrare Aligi Piccinini col figlio Luca: pescatori da sei generazioni. «È il lavoro più bello, rilassa, toglie i pensieri e fa stare benissimo», dice Aligi. E il figlio aggiunge: «Portiamo avanti la tradizione della pesca sul lago, la mia unica attività, dove mi sento libero, felice». Altra tappa, ancora nel Bresciano, è l’Isola del Garda dove, nel 1890 fu costruita una imponente residenza in stile neogotico veneziano e venne restaurato il porticciolo. Dal 2002 è aperta alle visite turistiche grazie alla famiglia Cavazza. «Ho scelto Alberta Cavazza e il fratello Sigmar», spiega sempre Peter, «quali esempi di un turismo verde, ecosostenibile che, a dispetto della cementificazione del lago, è per la conservazione e la cura di contesti preziosi». È mozzafiato il volo presentato, preparazione inclusa, dal fotografo Thilo Weimar, una discesa in parapendio dal Baldo da 1800 metri di quota alle rive di Malcesine: «Un salto tra i più alti d’Italia», dice il protagonista. Poi le riprese si spostano a Valeggio sul Mincio, al Pastificio Remelli, dove da «stoffe di pasta elastica come seta» si fanno i tortellini, attività appresa dalla famiglia che ha contribuito a valorizzare un piatto povero del passato. Di rigore, nel contesto, la Festa del Nodo d’amore raccontata da Cinzia Zara, nell’ organizzazione dalla prima edizione, entusiasta e fiera di «apparecchiare il tavolo più lungo d’Italia in un evento che unisce operatori vicini, per una sera non in concorrenza, in questo ’nodo d’amore’ che esprime felicità e gioia». Trapela soddisfazione tra chi ha promosso questo documentario: «Il filmato», assicura Peter, «sarà un ottimo veicolo di promozione del lago». Seguirà po la Versione 2 del documentario, un focus tra Peschiera del Garda, Torri del Benaco, Padenghe. •