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08.11.2018

La Gardesana è tra le strade più rischiose

Ciclisti tra le auto lungo la Gadresana
Ciclisti tra le auto lungo la Gadresana

Il primato è tutt’altro che invidiabile. La Gardesana Orientale, che costeggia la sponda veronese del lago, è la seconda arteria nazionale più pericolosa per i ciclisti i e motociclisti. A certificarlo è Aci (Automobile Club Italia) come emerge dallo studio «Localizzazione degli incidenti stradali 2017» realizzato dall’ente, che analizza i 36.560 incidenti (di cui 1.228 i mortali), che hanno provocato 1.359 decessi e 58.967 feriti, su circa 55mila chilometri di strade di tutta Italia. I veicoli a due ruote - biciclette, ciclomotori e moto – sono coinvolti mediamente nel 23 per cento degli incidenti stradali. L’indice di mortalità delle due ruote è molto più elevato di quello delle quattro: supera i 3,8 decessi ogni 100 mezzi coinvolti, rispetto all’1,4 delle auto. Nel 2017 sulla strada statale 249, ovvero la Gardesana Orientale, l’Aci registra 52 incidenti, 40 dei quali hanno riguardato bici e moto, pari al 76,92 per cento del totale. La media è di 0,75 incidenti per chilometro. Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote c’è l’Aurelia, in Liguria, mentre la statale Sorrentina, in provincia di Napoli, tallona la strada scaligera. Lo studio evidenzia inoltre come sui tratti extraurbani, gli «utenti vulnerabili», cioè ciclisti, motociclisti o pedoni, rappresentino il 36 per cento dei decessi, cioè circa un morto su tre. Cifre e statistiche non fanno che confermare l’evidenza. «Il problema si trascina da anni. Il turismo cresce, le infrastrutture restano le stesse e si rivelano inadeguate», commenta il sindaco di Bardolino, Ivan De Beni, «negli ultimi anni si è aggiunto l’incremento del cicloturismo». Non solo. Le sponde del Garda sono meta di sportivi delle città vicine che si dedicano alla sgambata con vista lago. «Chiunque percorra le nostre strade li incrocia, anche in gruppo», afferma De Beni, «stiamo lavorando con l’assessore regionale ai Trasporti, Elisa De Berti, per la progettazione e realizzazione di percorsi dedicati solo alle due ruote, in modo che non interferiscano con il resto del traffico». Alcuni segmenti di ciclabile sono già stati realizzati. «Altri saranno costruiti fronte lago o nell’entroterra. L’importante è allontanare le biciclette dalla statale», aggiunge. Tutta la viabilità del bacino benacense deve essere concertata con la Regione. «L’arteria è di competenza di Veneto Strade. Noi sindaci possiamo fare poco. Abbiamo scritto e chiesto un intervento per la messa in sicurezza anche questa estate, dopo l’incidente mortale costato la vita ad un giovane turista olandese», ricorda il primo cittadino di Castelnuovo del Garda, Giovanni Peretti. Che aggiunge: «Occorrerebbe separare i percorsi per bici e pedoni dai tratti ad uso del traffico ordinario. Attendiamo risposte nella consapevolezza che, ad esempio, nelle vicinanze dei parchi di divertimento, come Gardaland e Movieland, la concentrazione di due e quattro ruote, in particolare d’estate, è molto intensa e va disciplinata». Nell’immediato, però, occorre trovare qualche soluzione. «Le difficoltà a progettare e trovare risorse per costruire bretelle, strade e innesti finalizzati ad alleggerire la Gardesana sono evidenti», riflette Davide Bendinelli, alla guida del Comune di Garda, «si potrebbe al momento puntare su nuovi parcheggi, anche scambiatori, e potenziare il trasporto pubblico». Bendinelli parte dalla riflessione sulle dimensioni delle carreggiate della 249. «Sono strette e spesso i turisti per raggiungere le spiagge lasciano le auto a bordo strada, restringendo ancor più lo spazio di percorrenza. In queste circostanze, aprire distrattamente lo sportello per scendere dalla vettura può provocare anche un mortale, come è già successo a Garda», afferma. «Quindi bisogna proseguire con il blocco ai Tir, impedire il parcheggio sui tratti più stretti o in curva e deviare i turisti su aree di sosta magari meno comode, ma servite da navette», dice. E incentivare il trasporto pubblico. Migliorare i collegamenti delle località del lago con il resto della provincia soprattutto d’estate, per invogliare i pendolari, chi lavora nelle strutture turistiche o soggiorna in città a muoversi con i mezzi, per visitare il Garda», conclude Bendinelli. •

Valeria Zanetti
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