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20.01.2019

La Ciclovia del Garda è ancora un miraggio

Un tratto della ciclabile realizzata a Limone: per i l Coordinamento bici e pedoni vanno separati
Un tratto della ciclabile realizzata a Limone: per i l Coordinamento bici e pedoni vanno separati

Pianificazione unitaria e condivisa tra le tre regioni e le comunità gardesane, attenzione agli aspetti ambientali, separazione necessaria dei ciclisti dai pedoni. Con un obiettivo finale: ridurre le auto e alleggerire il traffico che d’estate ingolfa la Gardesana. Sono le richieste che il «Coordinamento per la mobilità sostenibile del lago di Garda» avanza per la realizzazione della Ciclovia del Garda, l’anello di oltre 140 chilometri pensato per collegare in continuità i 19 comuni gardesani (di cui otto veronesi) affacciati sul lago. Argomenti che hanno suscitato l’interesse di molti cittadini, che venerdì sera a Torri del Benaco hanno partecipato al primo incontro pubblico organizzato nel territorio veronese dal Coordinamento, nato lo scorso ottobre riunendo associazioni ambientaliste delle tre sponde gardesane (tra cui le sezioni locali di Wwf e Italia Nostra, Legambiente Verona e Coordinamento G.a.r.d.a.). Alla conferenza, moderata dal giornalista dell’Espresso Paolo Biondani, erano invitati anche sindaci e amministratori, ma tra i presenti c’erano solo l’assessora di Torri Donatella Bertelli e qualche esponente locale del Movimento 5 Stelle. La Ciclovia del Garda, che diventerebbe parte della rete cicloturistica europea Eurovelo 7, è stata inserita tra i dieci itinerari di interesse nazionale. Per realizzarla nell’agosto 2017 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra le Regioni Veneto e Lombardia, la Provincia autonoma di Trento (individuata come capofila) e i ministeri delle Infrastrutture, dei Beni culturali e del turismo. A distanza di tempo, però, le soluzioni progettuali non sono ancora chiare e nel frattempo molti Comuni stanno procedendo in autonomia – e con soluzioni contestate soprattutto nel basso lago – nella progettazione di tratti di ciclopedonali sulla costa. Data la complessità del territorio, il nodo è dove far passare la ciclovia: se lungo il lago oppure a fianco della Gardesana (nel basso lago) o a mezza costa sul versante del Baldo nell’alto lago. «Non ci sono ancora orientamenti precisi e non ho visto documenti progettuali», ha osservato Marco Passigato, ingegnere esperto di progettazione della ciclabilità, docente all’Università di Verona e consigliere nazionale di Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). «Sarà una ciclabile molto affollata», ha proseguito ricordando gli oltre 24 milioni di presenze turistiche registrate negli ultimi anni sul Garda, «per questo dovrà essere più larga dei requisiti minimi». Perché sia funzionale, ha aggiunto Passigato, dovrà essere pensata all’interno di un sistema intermodale che permetta ai ciclisti di arrivare, tornare o percorrere dei tratti con altri mezzi attrezzati per il trasporto delle bici (navigazione di linea, treno, bus, funivia). Per Paolo Ciresa, esperto di diritto amministrativo, l’aspetto più problematico è la promiscuità tra ciclisti e pedoni: «Nel protocollo d’intesa si dice che il ciclismo sportivo non sarà praticabile in alta stagione e questo per l’alta intensità di pedoni. Rischiamo di avere un anello ciclabile di alta qualità ma non percorribile dai ciclisti per la maggior parte dell’anno». Aspetto, questo, su cui si batte Fiab, che ha già chiesto al Ministero che la ciclovia sia riservata ai ciclisti. Ciresa ha ribadito la posizione del Coordinamento: «Nell’accordo è prevista la progettazione condivisa con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, delle associazioni e dei portatori d’interesse. Dobbiamo farci sentire perché ciò avvenga». Nella Provincia autonoma di Trento il coinvolgimento c’è stato. «Abbiamo cercato di essere coinvolti», ha spiegato Duilio Turrini, coordinatore delle associazioni ambientaliste dell’alto Garda, «ci siamo confrontati con il team di progetto ed è stato decisivo includere nel gruppo un architetto paesaggista». Qui buona parte della ciclovia sarà realizzata recuperando i vecchi sedimi in galleria della strada Gardesana. Tutti d’accordo nel bocciare la ciclopedonale a sbalzo sul lago realizzata a Limone, ritenuta a elevato impatto ambientale, poco funzionale per la larghezza ridotta e la commissione di pedoni e bici e poco sicura per il rischio frane. Quest’opera, come sta avvenendo per la ciclopedonale di Malcesine (vedi articolo in pagina) non rientra nella progettazione della ciclovia, essendo stata realizzata con i fondi dei comuni confinanti. •

Katia Ferraro
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