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17.07.2017

Goletta, foci
del lago di Garda
sotto indagine

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Si è conclusa, anche per il 2017, l'edizione di Goletta dei Laghi, la campagna di monitoraggio delle acque lacustri giunta quest'anno alla sua dodicesima edizione, realizzata in collaborazione con Novamont e CONOU – Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati. 

 

Una indagine che ha riguardato anche il lago di Garda dove sono state registrate alcune criticità: su sei zone monitorate, solo uno è risultato entro i limiti. In particolare si tratta della foce torrente Rio Sermana, in località Maraschina a Peschiera che è passato da livello «fortemente inquinato» del 2016 a «entro i limiti» del 2017.  Sostanzialmente invariati, ma sempre «fortemente inquinata» la foce Rio Dugale dei Ronchi, a Ronchi di Castelnuovo del Garda, la foce Torrente Marra di Lazise, la foce Torrente Gusa di Garda. Peggiorano invece, da «entro i limiti» a «fortemente inquinata» la foce Torrente San Severo in località Punta Cornicello di Bardolino e la Foce canale di Pai di Sotto (incrocio con via Manzoni) in località Piaghen di Pai, che passa da «entro i limiti» a «inquinato»

 

LE PROPOSTE. Legambiente propone quindi una prima serie di proposte relative, alla gestione del corpo idrico, con particolare riferimento alle criticità in merito alla rete di depurazione. «In questi ultimi anni si è diffusamente palesata la necessità di intervenire sull’impianto per la raccolta dei reflui, collettore pensato e progettato alla fine degli anni settanta del secolo scorso e realizzato nel decennio successivo. Un collettore colabrodo costato 206 miliardi delle vecchie lire che, tra gli aspetti maggiormente negativi, mescolava e ancora mescola acque bianche e acque nere», sostiene l'associazione ambientalista. «Ogni volta che piove, gli oltre 110 chilometri di tubazioni vanno in tilt e automaticamente riversano a lago tutto il loro carico di fosforo, contribuendo giorno dopo giorno ad alimentare il pericolo alghe e il processo di eutrofizzazione delle acque più profonde. Sotto accusa ci sono anche gli immissari del Garda ignorati dal collettore, veri e propri veicoli di scarichi molto spesso, ma non esclusivamente, abusivi. A tutt’oggi, infatti, sono inesistenti i regolamenti edilizi comunali che impongano l’allacciamento alle reti fognarie e/o alla separazione delle acque piovane con la creazione di vasche di raccolta. Difficile quindi conoscere i numeri relativi agli allacciamenti. Di certo sappiamo che i prelievi di campioni d’acqua effettuati ogni anno dai tecnici di Goletta dei Laghi alle foci degli immissari ci restituiscono dati negativi, costantemente oltre i limiti di legge».

 

NUOVO IMPIANTO? Legambiente sostiene inoltre: «Recentemente i due principali gestori del sistema idrico integrato sul Garda, per il Veneto AGS (Azienda Gardesana Servizi) e Garda Uno per la Lombardia, hanno presentato un progetto per un nuovo impianto di collettamento in sostituzione dell’esistente. Fin dal primo momento Legambiente, che ha sempre contestato aspramente l’efficienza e l’efficacia dell’attuale vecchio impianto, si è messa in prima fila a sostegno del nuovo corso, dichiarandosi disponibile a discutere e ricercare le migliori soluzioni per garantire non solo le migliori tecnologie disponibili, ma anche per promuovere sul territorio la partecipazione e la condivisione di tale progettualità».

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