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03.01.2018

«Solo ora il sindaco si ricorda dell’incolumità dei cittadini»

La frana del 2009 alla Rocca con l’elicottero dei vigili del fuoco
La frana del 2009 alla Rocca con l’elicottero dei vigili del fuoco

Le opere, per un importo di 460mila euro, sono già inserite nel Piano comunale triennale delle opere pubbliche: ora attendiamo che la Regione dia il via libera». Intanto un passo è fatto. Dice la missiva di Veneto Strade spa: «Con riferimento al cofinanziamento dell’intervento di messa in sicurezza da porre in essere in Comune di Garda lungo la Sr 249 Gardesana, per un importo a carico di Regione Veneto/ Veneto Strade stimato in 400mila euro, s’informa che, dalla documentazione oggi disponibile relativamente al bilancio di previsione regionale 2017 recentemente approvato, tale disponibilità finanziaria appare compatibile con gli stanziamenti nello stesso previsti. L’evidenza formale potrà avvenire con la suddivisione dei macro aggregati di spesa nei singoli capitoli di stanziamento regionale». Semplifica Bendinelli: «Veneto Strade, società che gestisce per conto della Regione la rete stradale veneta, il cui bilancio dipende dalla Regione stessa, vista la propria competenza sulla Sr 249, che attraversa Garda e che ricade entro un’area classificata come zona a frana attiva - alto rischio, ha dato la sua disponibilità finanziaria a cofinanziare l’intervento di messa in sicurezza. Comunica, infatti, che la spesa è compatibile con gli stanziamenti previsti in bilancio. L’evidenza formale ci sarà all’effettuazione del riparto». Duro il commento di Lorenza Ragnolini, di Garda Futura, che, nei giorni scorsi, aveva espresso scetticismo sull’intervento e che, a nome anche delle altre minoranze, Nuova Garda e M5S Garda, dice «La notizia, appresa in Consiglio, della disponibilità della Regione Veneto / Veneto Strade a contribuire con 400.000 euro sui 460 stimati per la messa in sicurezza della Rocca, non può che essere positiva a fronte del rischio di dover finanziare, di tasca nostra, un’opera che noi tutte, consigliere di minoranza, riteniamo inadeguata. Abbiamo evitato il peggio, ovvero che al danno si aggiungesse anche la beffa. Solo a seguito delle recenti indagini della procura, su un presunto abuso edilizio in zona di frana attiva», incalza, «il sindaco pare essersi ricordato di dover garantire l’incolumità dei cittadini. Nulla ha fatto della pericolosa frana del 6 febbraio 2009, non ha nemmeno sospeso il permesso di costruire e ciò è oggetto di indagine. All’epoca, l’intervento di messa in sicurezza venne stimato in oltre due milioni di euro. Non ci spieghiamo come ora le medesime opere possano costare solo un quarto di questo importo. «Sappiamo però che consentiranno il declassamento dell’area da zona di frana attiva a frana stabilizzata, salvando privato e tecnico comunale dal rischio di eventuali condanne penali». Ribatte il sindaco: «Innanzitutto sono lieto dell’avvenuta comunicazione del cofinanziamento da parte di Veneto Strade. «L’importo dei lavori è stato calcolato in base a uno studio approfondito dell’ingegner Cargnel. Fino ad oggi non esistevano studi che quantificassero la cifra esatta necessaria a mettere in sicurezza la Rocca, a maggior garanzia dell’incolumità dei cittadini». • B.B.

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