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28.01.2018

Quella pieve antichissima che era al centro del lago

La chiesa parrocchiale di Garda
La chiesa parrocchiale di Garda

Risale al 1154 il più antico documento scritto che parla della chiesa di Garda come pieve. Ma l’origine della pieve viene fatta risalire ad epoche ben più antiche. Infatti, nell’Alto Medioevo, tutte le chiese con battistero, soprattutto nell’Italia settentrionale, si chiamavano plebs cioè pieve, ovvero il luogo nel quale convenivano i fedeli. Perciò è evidente che la storia della chiesa va di pari passo con la storia della comunità di Garda, che nell’Alto Medioevo poteva contare al massimo 200-300 anime. Almeno fino all’anno Mille, Garda era tutt'uno con la sua Rocca. È probabile che in periodo di tranquillità e pace (fra VIII e IX secolo) la chiesa di Garda sia «scivolata» a valle proprio nell’attuale borgo. La chiesa è chiamata anche Pieve di Santa Maria Maggiore e nel passato era così importante che veniva nominata «Santa Maria de Garda». L’importanza della pieve di Garda derivava anche dal ruolo politico e militare del castello; non bisogna, infatti, dimenticare che la Rocca di Garda ha dato il nome a tutto il lago. Quando Garda ed il suo «feudo», alla fine del XII secolo (1193), vennero ceduti al Comune di Verona, la pieve ne conservò, in parte, ruoli e funzioni. L’arcipresbitero di Garda, alla fine del XII secolo, ricopriva un ruolo così importante da venir chiamato anche a dirimere questioni giuridiche, funzioni normalmente attribuite al conte di Garda o a quello di Verona. La sua giurisdizione si estendeva su un territorio assai vasto comprendente Torri, Pai, Albisano, Marciaga, San Zeno di Montagna, Castion, San Verolo, Pesina (divisa a metà con la pieve di Caprino), Costermano, Albarè, e Bardolino (divisa a metà con la pieve di Cisano), con diritti vantati fino alla fine del XIX secolo. È con la bolla Pastoralis Curae di papa Adriano VI del 13 aprile 1522, che la pieve viene data in custodia all’Ospedale Maggiore di Brescia, che ne riscuoteva le rendite (800 ducati d'oro). Nel 1530, su ordine del vescovo di Verona, Gian Matteo Giberti, inizia la costruzione della nuova chiesa; nel 1529 era stata posta la prima pietra, ma sia per la povertà del paese, sia per la lentezza da parte dell’Ospedale Maggiore di Brescia che avrebbe dovuto provvedere alle spese, passarono 235 anni prima di vedere il termine dei lavori (1764). La facciata è divisa in tre zone completate in momenti diversi. Per oltre quattro secoli, la ricca pieve di Garda ha contribuito in modo sostanzioso alle opere di carità della città di Brescia. È questo, forse, uno dei motivi per cui la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta risulta oggi, tutto sommato, povera; perfino il suo enorme archivio è consultabile all’Archivio di Stato di Brescia. Solo il 10 agosto 1962, dopo cinque anni di insistenze, discussioni e dibattiti del parroco mons. Antonio Bagnara con i dirigenti dell’ospedale, recuperò alla pieve di Garda i suoi diritti e potè così iniziare il recupero della pieve e della chiesa. Don Antonio Bagnara fu parroco di Garda dal 1956 al 1990. Nel 1971 realizzò la scuola materna con un contributo della contessa Bacchini. Nel 1973 fu ordinato monsignore e canonico onorario della cattedrale di Verona. Nel 1990, a 76 anni, per raggiunti limiti di età, diede le dimissioni dalla carica di arciprete e vicario foraneo della vicaria Lago Veronese ma rimase a Garda come collaboratore della parrocchia. Monsignor Antonio può essere, quindi, definito come l'ultimo «pievano» di Garda. G.B.M.

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