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12.10.2017

Plateatici, c’è la variante
che regola i nuovi arredi

Plateatici a Garda: approvata in Consiglio comunale la variante al regolamento
Plateatici a Garda: approvata in Consiglio comunale la variante al regolamento

Il Consiglio comunale ha approvato, con il no delle minoranze, una variante al regolamento su plateatici, compreso il punto che ne regola l’applicazione del relativo canone di occupazione (cosap).

«A seguito dell’approvazione del piano dell’ occupazione pubblica avvenuta in consiglio il 24 novembre 2016, quando abbiamo tracciato le aree destinate a divenire plateatico a favore dei pubblici esercizi ed esercizi commerciali», ha detto il sindaco Davide Bendinelli, «ci siamo resi conto che, non sempre, l’optimum a livello teorico lo era anche in realtà. Infatti, quando ci siamo ritrovati a tracciare i confini delle aree, abbiamo constatato che piccole porzioni di quelle concesse si sono rilevate non funzionali o esteticamente non gradevoli. Pertanto la delibera in oggetto, al punto 3, modifica lievemente alcune imperfezioni derivanti dall’applicazione del piano. In pratica abbiamo apportato piccole variazioni a quello già approvato, che aveva da un lato diminuito del 15 per cento l’estensione delle aree destinate a plateatico e, dall’altro, aveva consentito di migliorare gli accessi in prossimità delle strade che dal centro storico vanno al lungolago. Pertanto ora si tratta di un perfezionamento».

Il sindaco ha informato poi che entro fine anno saranno posizionati i cosiddetti dehor (insieme di pedane, arredi, paraventi o recinzioni da collocare sul plateatico per delimitarlo) nelle zone previste e che entro il 2018 verranno definiti i divisori tra confinanti.

«Abbiamo predisposto dei modelli che gli esercenti dovranno usare», ha aggiunto Bendinelli, «riteniamo che, già nel corso di questa stagione, l’ occupazione del suolo pubblico e l’arredo urbano siano migliorati notevolmente. Completeremo il lavoro approdando questa variante».

Ha inveito contro il sindaco Lorenza Ragnolini, di Garda Futura, che ha criticato, per quanto riguarda il punto sulla cosap, la variante apposta all’articolo 24 sulle esclusioni soggettive ed oggettive. «Il punto tradizionalmente esclude dal pagamento del canone gli spazi occupati per iniziative e attività politiche», ha detto Ragnolini, «spazi che, per quanto riguarda l’ubicazione e la durata dell’ occupazione, saranno ora disposti su indicazione della giunta. Si tratta, secondo me, dell’ennesimo tentativo di questa amministrazione di porre il bavaglio all’opposizione. Un’ azione che segue il recente conferimento a due legali di un incarico generico per la tutela del buon nome e dell’immagine del Comune con facoltà di individuare eventualmente soggetti passivi di querela penale a seguito di dichiarazioni o commenti sui social menzionanti il Comune. Secondo me vani tentativi di scoraggiare ogni iniziativa politica diversa da quella dell’ amministrazione, evitando qualsiasi mossa che possa oscurare la carriera politica del sindaco».

Sul punto riguardante il regolamento e criteri tecnici per l’istallazione degli elementi di arredo e per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ha aggiunto: «Nemmeno nelle sue varianti affronta il problema del degrado del centro storico, ormai usato come magazzino e cucina a servizio dei tantissimi tavoli posti sul lungolago, causando tra l’altro odori e rumori molesti a chi vi risiede. Inoltre molti edifici storici sono pressoché oscurati da troppi ombrelloni, espositori e altri arredi».

Pronta la replica di Bendinelli: «Prendo atto delle affermazioni che reputo infondate del consigliere Ragnolini. Il suo tentativo di strumentalizzare, a proposito del punto 4, un articolo del regolamento sulla cosap è fuori luogo. Aggiunge semplicemente, tra le varie cose, che la giunta prende atto della richiesta di occupazione del suolo pubblico per manifestazioni o iniziative di carattere anche politico, previo parere, come del resto in precedenza, della polizia locale e del responsabile del servizio tributi. Con la sua approvazione si è voluto togliere discrezionalità decisionale alla giunta, che dovrà esprimersi sull’ ubicazione e i tempi di tali occupazioni tenuto conto della compatibilità delle richieste con gli eventi già programmati. Prima non c’era alcuna indicazione precisa in merito». Quindi Bendinelli ha concluso: «Eventuali problemi derivanti dall’uso di cucine che emanino odori sgradevoli non hanno nulla a che fare con l’approvazione del regolamento».B.B.

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