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25.11.2017

Più grande, bello
funzionale, sicuro
È il Centro diurno

La stanza Snoezelen con colori e suoni aperta all’interno del rinnovato Centro diurno FOTO PECORA
La stanza Snoezelen con colori e suoni aperta all’interno del rinnovato Centro diurno FOTO PECORA

Già prima era molto accogliente, pratico e luminoso. Ora è anche più funzionale e sicuro. «Bellissimo!», dicono i suoi ospiti, che sono persone con disabilità psico-fisiche anche molto gravi. Oggi, alle 10, si terrà l’inaugurazione dei lavori di ampliamento e miglioramento sismico del Centro diurno Villa Dora, in via Marconi 12. Il Ceod fa parte dell’associazione Casa del Sole onlus con sede a centrale a Curtatone di Mantova, presieduto da Elvira Sanguanini, ed accoglie 25 adulti disabili. Villa Dora è una dependance nel parco della Casa per ferie Villa Dora, dimora liberty costruita tra il 1901 e il 1905, restaurata nel 2003: durante i lavori, iniziati a dicembre, ha accolto i vari ospiti, ora rientrati.

A illustrare la ristrutturazione è la direttrice Nadia Cottini: «La ristrutturazione, che ha tenuto conto delle funzioni riabilitative del luogo, è stata curata dall’architetto Ivano Zanata che ha spiegato che l’intervento ha puntato ad aumentare la capacità ricettiva fino ad arrivare a 30 posti anziché 25, quelli accreditati dalla Regione. Per arrivarvi la struttura è stata ampliata di 92 metri quadri. Il nuovo corpo è stato realizzato nel cortile interno, sul lato opposto della facciata principale, permettendo di collegare la struttura centrale con la preesistente cucina. La nuova porzione si sviluppa su due piani, terra e primo, mentre al secondo piano, è stata creata una terrazza di 45 metri quadri rivolta verso il torrente Val Volpara. Sono stati ammodernati gli impianti tecnologici, si sono dotati i bagni di attrezzature che migliorano trattamenti e modalità operative del personale». Precisa inoltre Cottini: «I bagni, completamente rifatti, sono 11, otto per gli ospiti e tre per il personale. Uno, al piano terra, è stato attrezzato di sollevatore a soffitto e di fasciatoio con comando elettrico come due bagni al primo piano, uno dei quali ha ora anche un sollevatore ad H che consente di spostare il paziente in ogni punto della stanza. Qui abbiamo istallato anche una vasca idromassaggio con stimolazione sensoriale visiva e uditiva e una al secondo piano con accesso facilitato». Anche così, come rileva Zanata, si garantisce l’eliminazione di barriere architettoniche. È stato inoltre migliorato il comfort termico ed acustico: «Tutto l’edificio», dice Cottini, «è isolato per garantire maggiore tranquillità e benessere». Gli impianti elettrico, idrico- sanitari e di riscaldamento-raffrescamento sono stati rifatti. «Sono stati inseriti nuovi impianti per la trasmissione dati e di segnalazione incendio», precisa l’architetto. «Quello di illuminazione è stato realizzato considerando i vari utilizzi». Aggiunge la direttrice: «La stanza Snoezelen, per trattamenti multisensoriali, è stata dotata di speciali applicazioni sonore e luminose come un proiettore a dischi che disegna sulle pareti immagini colorate che si muovono e un tubo a bolle. La stimolazione dei sensi è fondamentale per dare ad alcuni disabili la possibilità di migliorare la percezione del proprio corpo ed è un attivatore dell’attenzione».

Fondamentale il miglioramento della struttura in caso di sisma. Precisa Zanata: «Sono state rafforzate le murature mediante la loro perforazione verticale dal livello del tetto fino, dove possibile, alle fondamenta e inserendo, nei cavi ottenuti, delle barre d’acciaio fissate con malte speciali ad alta resistenza. La portata dei solai è stata aumentata collocando travi, sempre in acciaio, affiancate a quelle in cemento esistenti. Il comportamento generale della struttura, in caso di sisma, è stato ulteriormente migliorato ponendo catene e tiranti in acciaio».

Barbara Bertasi
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