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13.12.2017

Papà carabiniere era intervenuto dove la figlia morì

Il luogotente Nicola Cipriani
Il luogotente Nicola Cipriani

«Sicurezza stradale sui banchi di scuola». È il titolo dell’incontro con gli studenti delle classi quarte che si terrà oggi all’istituto Marie Curie di Garda, dirigente scolastico Luigi Giuseppe Pizzighella, che l’ha organizzato con il Comune e il contributo di tanti volontari. Interverranno, tra le 9 e le 11, Ferdinando Pezzo comandante della Polizia locale di Garda sul «Codice della strada norme e statistiche», Oscar Gagliardo, come padre, sul tema «Sicurezza stradale e bullismo», Attilio Bellorio presidente dell’associazione volontari del Soccorso della Croce Bianca di Torri su «La comunicazione in caso di incidente stradale». Cruciali saranno le due testimonianze. Ci saranno l’atleta veronese Heros Marai con la sua esperienza. Dopo un incidente in moto, ha partecipato nel 2014 alle Paralimpiadi di Atene e nel 2008 di Pechino nel 2008. Quindi, introdotto dal maggiore Francesco Milardi comandante dei Carabinieri di Peschiera, ascolteremo il comandante della Stazione di Pescantina, luogotenente Nicola Cipriani,«Un carabiniere, un uomo e un papà...», che, nel settembre 2014, a Pol di Pastrengo, visse una terribile esperienza intervenendo sul luogo di un incidente dove proprio sua figlia aveva perso la vita. Il comandante Milardi, inoltre, farà un cenno sui compiti svolti dai carabinieri per la sicurezza stradale. Di certo farà un caldo invito a non usare smartphone alla guida. Aggiunge Pezzo: «È un appuntamento richiesto dall’Iss Marie Curie, nato grazie all’interessamento del professore di diritto Alberto Bissa». Oscar Gagliardo precisa: «Ricorderò l’atto subito nel 2013 da mio figlio, quando aveva 16 anni, da parte di due maggiorenni che pretesero di usare la sua moto. Non erano nemmeno in possesso della patente. Uno restò con mio figlio e l’altro prese la moto ma, poiché guidava in modo pericoloso in centro abitato a Sommacampagna, fu intercettato dalla Polizia locale che sequestrò il mezzo. Mio figlio era minorenne e io, come genitore, sopportai le spese necessarie per riavere, dopo 5 mesi, la moto dissequestrata» annuncia. «Mio figlio dal quel gesto che lo ferì molto nell’orgoglio ha imparato a segnalare subito ogni atto di bullismo anche non riguardante lui». • B.B.

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