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11.07.2018

Il Comune stoppa i lavori di rifacimento della villa

I lavori in corso sotto la Rocca del Garda finiti nel mirino del Comune che ha sospeso i lavori FOTOMATAO
I lavori in corso sotto la Rocca del Garda finiti nel mirino del Comune che ha sospeso i lavori FOTOMATAO

Stop ai lavori di rifacimento di Cabianca, la villa liberty di inizi Novecento «collassata» pochi mesi fa, alle pendici della Rocca di Garda, proprio quando le attività edilizie di ripristino erano appena partite. L’ufficio tecnico del Comune di Garda ha emesso un’ordinanza che intima l’immediata sospensione dei lavori in corso. Nell’atto comunale, in particolare, si parla di «difformità di titolo abilitativo Dia (denuncia di inizio attività) del 3 novembre 2015 e con inottemperanza della comunicazione del 19 marzo 2018 dell’ufficio tecnico comunale». Nel documento firmato dal responsabile dell’area tecnica dell’edilizia privata Giorgio Zumiani, viene precisato che le opere edilizie irregolari rilevate sono «la realizzazione di lavori di scavo e di costruzione di murature interrate costituenti una struttura muraria a sostegno del terreno». L’ordinanza è stata notificata ai proprietari dell’immobile, Claudio Pozzerle e Marisa Garonzi, oltre che a Moreno Nicolis, titolare della Nicofer srl, la ditta incaricata di eseguire materialmente i lavori, e al direttore dei lavori Giancarlo Pelosi. Il documento comunale, oltre che alla stessa polizia municipale di Garda, è stato inoltrato pure al comando dei carabinieri di Bardolino e alla Procura. «La prosecuzione dei lavori oltre la data di notifica», si sottolinea nell’atto, «comporta responsabilità penali a carico dei proprietari, del direttore lavori e dell’impresa costruttrice». La questione ricade nell’annoso dibattito sul livello di rischio idrogeologico della Rocca, area che fa parte di un’indagine di Procura e Corpo forestale, concentratisi sull’intervento sul versante della Rocca, nell’area di proprietà privata dove nel 2005 Comune e Regione Veneto avevano concesso l’attuazione di un Piruea, programma di riqualificazione urbanistica edilizia e ambientale. Sulla pericolosità dell’area si è espressa la Regione in marzo quando in una delibera di Giunta ha spiegato che nell’area della Rocca non si può costruire, perché è inserita in una «zona rossa», ad alto rischio di frana attiva e che il Piruea non andava rilasciato e rinnovato, cosa che invece hanno effettuato la stessa Regione e il Comune di Garda. Che l’area sia fragile e pericolosa è testimoniata dalla frana del febbraio 2009 quando un grande masso di roccia di 23 tonnellate era caduto dalla parete della Rocca finendo su uno dei tre edifici in costruzione. Sul caso della Rocca, le minoranze consiliari hanno dato battaglia in consiglio e non solo. Lorenza Ragnolini e Anna Codognola, rispettivamente consigliere di Garda Futura e Nuova Garda, hanno inviato alcuni esposti in Procura, tra l’altro aggiornati e integrati in questi ultimi giorni. Con le loro segnalazioni Ragnolini e Codognola, che hanno chiesto – e ottenuto – sopralluoghi sul posto da parte della polizia municipale, hanno voluto evidenziare gli interventi edilizi in aree ad alto rischio, dove non si può costruire. Anche le rappresentanti di opposizione del Movimento Cinque stelle, Irene Moretti e Anna Forese si sono battute per difendere l’ineficabilità sulla Rocca, assieme al consigliere regionale del M5S Manuel Brusco per mezzo del quale è stata inviata un’interrogazione alla Regione sul possibile declassamento di rischio del pericolo. Da Venezia è stata confermata l’inedificabilità sulla Rocca. Per chiedere ulteriori lumi sulla vicenda, i tre esponenti pentastellati sono andati poi a Parma all’Autorità di Bacino del Po, che ha confermato perplessità sulle costruzioni sulla Rocca. Moretti e Forese nei giorni scorsi hanno incontrato anche la Soprintendenza che è stata informata dell’ordinanza di sospensione del Comune. «È scandaloso che nonostante l’ultima delibera regionale si sia atteso fino ad adesso ad emettere un’ordinanza», aggiunge Codognola. Ragnolini rincare la dose: «Su quegli edifici ai piedi della Rocca vogliamo i sigilli», attacca. «Intervenga la Procura. Si metta la parola fine alle costruzioni e si rimuova quella gru che deturpa la vista e l’ambiente da quattro anni». •

Emanuele Zanini
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