CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

14.12.2017

Giovani in strada «Non giocatevi la vita in un soffio»

Nicola Cipriani e sullo sfondo un’immagine della figlia  FOTO PECORA
Nicola Cipriani e sullo sfondo un’immagine della figlia FOTO PECORA

Barbara Bertasi Un mazzo di rose bianche e calicanti, scelto dalla Polizia locale di Garda, è stato consegnato ieri da due studenti al luogotenente Nicola Cipriani, comandante della Stazione di Pescantina. Quel «carabiniere, papà e uomo» che, nel 2014, a Pol, intervenne in un incidente dove non sapeva avrebbe trovato sua figlia Eleonora senza più vita. «Li porterò a lei», ha detto con voce rotta. Commosso come nel rievocare quella notte. La sua testimonianza, con l’altra dell’atleta veronese Heros Marai che nonostante la perdita di un arto a causa di un incidente ha saputo risollevarsi con coraggio e correre fino a partecipare con successo alle Paralimpiadi di Atene e Pechino, sono stati i momenti forti dell’incontro «Sicurezza stradale sui banchi di scuola». L’incontro si è tenuto all’Istituto di istruzione superiore Marie Curie, diretto da Luigi Giuseppe Pizzighella, che l’ha organizzato con Polizia locale, Comune e tanti volontari. Lo ha moderato il comandante Ferdinando Pezzo, che ha parlato del codice della strada. Poi sono intervenuti Oscar Gagliardo su sicurezza stradale e bullismo e Cristian Allevato, associazione volontari del soccorso Croce Bianca di Torri, sulla comunicazione in caso di incidente stradale. Quindi le testimonianze. È stato il maggiore Francesco Milardi, comandante della Compagnia Carabinieri Peschiera, a introdurre il luogotenente dopo aver rivolto ai giovani l’appello a comportarsi sulla strada dando prova di volersi bene. «Non per timore delle contravvenzioni, ma per non rischiare gravi incidenti. Quando un corpo impatta il suolo», ha detto, «è come se subisse il morso dell’asfalto. Evitate alta velocità, abuso di alcol, gli stupefacenti, cellulari e distrazioni». Cipriani ha raccontato: «Tra il 25 e il 26 settembre 2014, all’una di notte, mi comunicarono di un incidente a Bussolengo, sulla strada di Pol di Pastrengo. Andai in supporto ai colleghi di Bussolengo con la mia pattuglia, data la segnalazione di un’ auto ribaltata in un punto pericoloso vicino al Biffis». A quel turno non doveva nemmeno esserci: «Quando arrivai dovetti constatare che in quell’ auto c’era mia figlia Eleonora, la maggiore, che aveva 26 anni. Aveva battuto il capo contro il guardrail. Non c’era più nulla da fare». Si mise da parte. «Quando la tirarono fuori la baciai». Niente sulle cause. «A volte desidero pensare che ciò sia accaduto perché lei amava gli animali». Il mattino seguente tornò sul posto: «Sentii un miagolio e trovai un micio appena nato. Mi parve di vedere nei suoi spaventati occhi blu mia figlia. Lo portai a casa ed è ancora con noi». Questa l’esperienza di papà e uomo alla quale è seguito l’appello del carabiniere: «Avete la vita davanti, non buttatela via per superficialità o disattenzione. Anche in moto è una delle prime cause degli incidenti. Vedo auto con lo specchietto retrovisore oscurato da ninnoli che riducono la visuale e la percezione del pericolo. Toglieteli!». Cipriani ha proseguito: «Non bisogna alterare le proprie condizioni psicofisiche con l’assunzione di alcol o sostanze che riducono la lucidità. Occorre essere concentrati, non fatalisti e spavaldi perché ciò che è accaduto ad Eleonora può succedere in un attimo, quando meno lo si aspetta. Pensate alle conseguenze di ogni vostro gesto». Nei genitori la perdita di un figlio lascia un vuoto incolmabile: «Il dolore più grande per noi è non poter vedere i nostri figli crescere, realizzare i loro sogni. È straziante sapere che quel figlio non lo vedremo più». Nonostante tanta sofferenza il luogotenente infonde, col suo volto di padre, serenità: «Piango quando piove. Perché la vita deve continuare senza far carico del mio dolore sul lavoro, sulla comunità e soprattutto sul resto della famiglia. Io e mia moglie abbiamo un’altra figlia, alla quale dobbiamo permettere la realizzazione di quei sogni». A chi abusa di alcol o si lascia andare, dice: «Eleonora aveva tanta voglia di vivere. Buttare la vita è fare un torto a chi l’ha persa. Stare bene è un dono prezioso da apprezzare e custodire. Usate il buon senso». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1