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31.01.2018

Corsi d’acqua inquinati Parte il monitoraggio

Il tavolo dei relatori promotori del progetto presenti ieri a Garda in municipio FOTOAMATOIl rio Dugale tra Castelnuovo e Lazise, anch’esso monitorato
Il tavolo dei relatori promotori del progetto presenti ieri a Garda in municipio FOTOAMATOIl rio Dugale tra Castelnuovo e Lazise, anch’esso monitorato

Emanuele Zanini Risanare dall’inquinamento i corsi d’acqua dell’entroterra gardesano che sfociano nel lago. È questo uno degli obiettivi dell’ambizioso progetto portato avanti da Ags, Azienda gardesana servizi e Legambiente Verona in collaborazione con alcuni Comuni del territorio. L’iniziativa è partita dalla consapevolezza che, in diversi punti del loro percorso, i numerosissimi torrenti e rii che attraversano l’area gardesana e che poi sfociano nel Benaco sono inquinati. La prima campagna di monitoraggio effettuata e i relativi interventi che si intendono effettuare per arginare il fenomeno e rendere più pulite le acque degli affluenti del Garda e del lago stesso sono stati presentati ieri mattina in municipio a Garda, alla presenza del presidente di Ags Angelo Cresco, accompagnato dal direttore Carlo Alberto Voi e dal tecnico Roberto Penazzi, di Davide Bendinelli, sindaco di Garda, affiancato dal primo cittadino di Costermano Stefano Passarini e di Torri del Benaco Stefano Nicotra. Il primo torrente analizzato è stato il Gusa, la cui foce nelle analisi degli anni scorsi effettuate dalla Goletta dei laghi di Legambiente era risultata particolarmente inquinata. Il monitoraggio effettuato dall’associazione ambientalista per un anno, dall’estate 2016 a quella scorsa, in collaborazione con Ags, ha individuato diversi punti inquinati nelle acque del corso d’acqua che dalla località Pizzon, a San Zeno di Montagna, attraversa i territori di Costermano e Garda passando anche lungo la valle dei Mulini e sfociando nel lago. Il primo passo del progetto è stato quello di individuare, lungo il percorso del Gusa, i punti critici in cui i livelli di inquinamento erano più elevati. Si è proceduto a individuare l’origine dell’inquinamento e le potenziali fonti per intervenire ed eliminarle. Nei controlli effettuati lungo il Gusa sono stati individuati dei punti in cui il corso d’acqua, nei decenni passati, è stato letteralmente intubato, impedendo facili ispezioni e causando il ristagno di materiali inquinanti. Ags e Legambiente sono al lavoro anche per individuare possibili sversamenti di acque reflue e allacci abusivi. Nel frattempo lunedì 5 febbraio inizieranno i lavori su un tratto di una cinquantina di metri lungo il Gusa, a Garda, all’altezza di via Preite, nei pressi della zona industriale: saranno realizzati i lavori per separare l’intersecazione tra il corso del Gusa e la rete di acque nere con la sistemazione delle tubazioni fognarie. I lavori dureranno circa tre settimane. L’intenzione è estendere il progetto di monitoraggio anche ad altri torrenti dell’area gardesana, partendo dal Dugale di Castelnuovo e dal Marra di Lazise e ripetere i monitoraggi anche durante la stagione turistica. «L’obiettivo», ha precisato Cresco, «è quello del risanamento ambientale del territorio gardesano perché ci sembra paradossale che vengano investiti centinaia di milioni di euro per il nuovo collettore e poi l’inquinamento del lago sia causato da chi scarica direttamente nei fiumi. Non è più possibile tollerare questa situazione e noi non tollereremo più chi inquina». Albi ha precisato come la volontà sia quella di «eliminare situazioni che nel corso dei decenni si sono cristallizzate, come scarichi abusivi o allacciamenti alla rete fognaria mai avvenuti. Non sempre è facile risalire alla causa o ai responsabili visti i molti anni passati. La cosa importante è mettere un punto fermo». «Vogliamo risolvere un problema che si trascina da anni», ha affermato Bendinelli, «e sistemare i punti che presentano alti livelli di inquinanti nel più breve tempo possibile». Per Passarini è giunto il momento della «tolleranza zero sull’inquinamento dei nostri corsi d’acqua. Per questo interverremo anche nei confronti dei privati che non si conformano alla normativa». •

Emanuele Zanini
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