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10.04.2018

Chiosco del Lido, ricorso al Tar L’assegnazione ora è a rischio

Il chiosco bar Lido conteso in una foto di repertorio
Il chiosco bar Lido conteso in una foto di repertorio

L’aggiudicazione di chiosco e bar Lido di Garda finisce nel mirino dello «Sporting isola bella srl» di Lodi. E il legale della società lombarda, l’avvocato veronese Riccardo Ruffo, impallina con sette motivazioni la scelta della Centrale unica degli appalti che gestisce le gare anche dei Comuni di Garda e Torri. La decisione di affidare il chiosco bar Lido sul lungolago di Garda per sei anni con un canone di 5.718 euro all’anno, alla «Garda Life» di Alessandro Santolin è stata contestata dalla società lombarda di Marco Ballardini che si era iscritto al bando di gara, istituito dal Comune il 7 dicembre dello scorso anno. Il 21 marzo scorso, ha depositato un ricorso al Tar. Chiede oltre l’annullamento del provvedimento di esclusione della stessa società ricorrente, risalente al 19 febbraio scorso, sollecita anche la cancellazione di tutti i verbali del seggio di gara oltre che della commissione giudicatrice, svoltisi da gennaio fino a metà marzo. Lo «Sporting Isola Bella srl» articola in sette motivazioni il ricorso al Tar lungo una quarantina di pagine È stata presentata anche un’istanza di sospensione «degli atti impugnati ed in particolare per l’esclusione della società ricorrente avvenuta in assenza di una valida clausola della lex specialis» riporta il ricorso. E l’avvio dell’attività al chiosco potrebbe, quindi, saltare, Tar permettendo. L’APPALTO. Nel bando di gara preparato dal Comune di Garda, veniva specificato che l’appalto «consisteva nella gestione di un edificio destinato a bar chiamato Bar Lido e sito su un’area appartenente al demanio idrico lacuale di Garda». L’area è pari a 400 metri quadri e oltre al locale, comprende servizi igienici, deposito merci e area demaniale antistante al piccolo immobile. Alla gara, hanno partecipato la Garda Life di Santolin, lo Sporting Isola bella di Ballardini e l’hotel Benaco di proprietà di albergo Benaco srl. È il 21 febbraio 2018 quando la commissione giudicatrice rende noti i punteggi delle tre ditte. E così a Garda Life, poi assegnataria della gestione del chiosco, venivano assegnati 75,24 punti seguita da hotel Benaco a 28,80 e alla società di Lodi al quale andavano 19.75 punti. Una valutazione contestata da Marco Ballardini che nel giro di un mese con l’avvocato Riccardo Ruffo ha depositato il ricorso al Tar dopo l’aggiudicazione alla società di Santolin, cugino di secondo grado del sindaco Davide Bendinelli ma ininfluente per legge ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto. IL RICORSO. L’impugnazione della società di Lodi , lungo una quarantina di pagine, si articola su sette motivazioni. Tra queste, viene attribuito alla commissione aggiudicatrice l’applicazione una normativa errata per l’assegnazione dell’appalto. Viene poi «eccepita» l’omessa determinazione dei punteggi ai criteri indicati nel bando tale da «rendere l’operato della commissione illegittimo». Viene, infine contestato la violazione del principio della continuità delle operazione di gara. La società di Lodi sottolinea come le riunioni della commissione siano avvenute in tre momenti diversi: il 31 gennaio e il 2 febbraio tra mattina e pomeriggio. «Le tre interruzioni erano tutte evitabili», conclude il ricorso, «e potevano scongiurare il rischio di interferenze esterne». •

G.CH.
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