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12.01.2018

Causa milionaria per Gardacqua bufera sulla Giunta

  Davide Bendinelli il giorno dell’inaugurazione di Gardacqua nel 2008
Davide Bendinelli il giorno dell’inaugurazione di Gardacqua nel 2008

Le opposizioni vanno all’ attacco dell’ amministrazione comunale, dopo l’ultimo capitolo giudiziario riguardo a Gardacqua. Il curatore fallimentare dei creditori di Garda Aquapark ha infatti chiesto al Comune di Garda oltre 11,6 milioni di euro per il pagamento dei lavori di realizzazione della struttura sportiva comunale, inaugurata nel 2008, rimasta chiusa tra l’ottobre 2013 e il dicembre 2014 per il fallimento di Garda Aquapark, e riaperta con la gestione di Sport Management spa. La richiesta milionaria consisterebbe nell’ «arricchimento senza giusta causa» ottenuto dall’amministrazione ricavato dalla restituzione anticipata dell’impianto. Il sindaco Davide Bendinelli ha annunciato che il Comune ha agito correttamente e si opporrà in giudizio alla richiesta milionaria. Ma dalla minoranza non sono tardate ad arrivare dure critiche. LORENZA RAGNOLINI. Lorenza Ragnolini, consigliera comunale di Garda Futura, afferma che «la richiesta dei creditori del fallimento di restituzione di undici milioni di euro per indebito arricchimento formulata al Comune per possesso anticipato della struttura Gardacqua, spiega il malsano legame che lega l’amministrazione con Sport management. Pur condividendo la tesi difensiva svolta dai legali del Comune», aggiunge Ragnolini, «la situazione venutasi a creare ci rende ostaggio della disperata ricerca del sindaco di far quadrare due interessi tra loro inconciliabili. Da un lato la necessità di mantenere a galla la propria immagine politica di chi come lui ha puntato tutto su una struttura bella ma molto criticata perché antieconomica e destinata al fallimento, evitando allo scopo gli effetti disastrosi di una nuova chiusura. Dall’altro», prosegue la consigliera di minoranza, «la necessità di affossare il complesso sportivo da un punto di vista reddituale, concedendola ad un canone irrisorio, al fine di non dare adito alla tesi legale dell’ingiustificato arricchimento avanzata dai creditori. Il tutto con indiscusso vantaggio di Sportmanagement che a basso canone gode del regolare boom di presenze estive. Uscire ora con un bando europeo pluriennale esporrebbe il Comune alla prova di un arricchimento certamente maggiore. Mi auguro», conclude l’esponente di Garda Futura, «che il sindaco non arrivi alla vendita, e tanto meno alla svendita della struttura». ANNA CODOGNOLA. Anna Codognola, consigliera di Nuova Garda, ritiene la vicenda Gardacqua «un pasticcio senza fine e un enorme spreco di soldi. Già più volte in passato avevo sottolineato come il Mediocredito proprio per il fatto che la proprietà ritornava al Comune prima dei 28 anni di scadenza avrebbe fatto causa per ingiusto arricchimento», ammonisce la rappresentante di opposizione facendo riferimento alla società bancaria di Trento che aveva citato il Comune per riscuotere un presunto beneficio per l’anticipata acquisizione del bene dopo il fallimento nel 2013 della Garda Aquapark. «Era prevedibile e la preoccupazione cresce. Se dovessimo pagare cifre del genere di risarcimento è il Comune stesso che va in bancarotta, mentre per i suoi gravi e consapevoli errori dovrebbe pagare il sindaco». FORESE E MORETTI. Sulla richiesta milionaria al Comune per Gardacqua intervengono anche Irene Moretti e Anna Forese, del Movimento Cinque Stelle: «Temiamo», dicono, «che, ancora una volta, i cittadini gardesani pagheranno di tasca loro le scelte politiche sbagliate di quella che sin dagli esordi è apparsa come un’opera faraonica e non sostenibile per le casse di un piccolo Comune come Garda. Scelta tra l’altro mai condivisa con la popolazione. Anche le procedure di affidamento della gestione, sono state oggetto di segnalazione ad Anac del M5S». •

Emanuele Zanini
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