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07.12.2017

«Prevenire il bullismo in rete»

La psicologa Eva Campagnolo interverrà al convegno
La psicologa Eva Campagnolo interverrà al convegno

Meglio prendere certi bulli d’anticipo. «Navigare in sicurezza: prevenire ed affrontare il cyber bullismo in adolescenza». Intendendo per «cyberbullismo quella nuova forma di bullismo che coinvolge l’uso di cellulari sms, chiamate, video o di internet e-mail, messaggi istantanei, chat room, website o di altre forme di informazione e comunicazione tecnologica per offendere, attaccare minacciare o intimidire deliberatamente qualcuno», precisa la dottoressa Eva Campagnolo di Verona. È il tema nell’incontro, aperto a tutti, che si terrà oggi alle 17 nell’ aula dell’Istituto di istruzione superiore (Iis) Marie Curie di Garda organizzato, col patrocinio del Comune, grazie al Rotary club Peschiera del Garda e del Garda veronese. Ne è socia proprio Campagnolo, psicologa e psicoterapeuta, che, con la collega Erica Perbellini terrà l’ incontro. Entrambe, da marzo, proporranno al Curie il progetto «Cyber Bullismo. Educazione alla salute e prevenzione della dipendenza da Internet - Cyber bullismo nei preadolescenti e adolescenti», predisposto dalla Associazione Zefiro 7 di Verona della quale fanno parte. Oggi interverrà anche lo scrittore e poliziotto Domenico Geracitano. Spiega Campagnolo: «Anche nella zona gardesana, nella fascia di età tra i 14 e i 18 anni, iniziano ad emergere preoccupanti casi di cyberbullismo. Ciò», spiega, «avviene soprattutto attraverso whatsapp con violazione della privacy, diffamazione attraverso falsi profili, usi di video ove la «vittima» è ripresa anche in abbigliamento intimo. Immagini usate a scopo vendicativo a volte al termine di relazioni sentimentali. Il cyberbullismo», prosegue, «è legato ad aspetti emotivi. I ragazzi, nell’adolescenza, spesso non riescono a riconoscere e a gestire le proprie emozioni per cui vanno aiutati a formarsi per riflettere rispetto a quanto stanno provando ed al loro vissuto. Molto spesso agiscono di impulso, talvolta con violenza, senza pensare alle conseguenze che, anche dal virtuale, possono ripercuotersi sul reale. Il progetto punta ad individuare una strategia, soprattutto preventiva, che renda adolescenti e pre-adoloscenti consapevoli della gravità della dipendenza da internet e sensibilizzi genitori e insegnanti al corretto di questo strumento». Il lavoro inizierà a marzo e sono previsti incontri settimanali con gli studenti e un confronto con genitori e professori. «Bisogna cercare di far capire ai giovanissimi che, se nella virtualità possono sentirsi onnipotenti costruendo una realtà fittizia, altrettanto non possono fare nella vita dove devono fare i conti con se, gli altri, l’ambiente che frequentano. Sempre come modalità di prevenzione», aggiunge, «verrà quest’anno proiettato un video sul tema della gelosia tra una coppia che scatena azioni di vendetta virtuali che feriscono realmente. Domani (oggi per chi legge ndr)» aggiunge, «accenneremo alle conseguenze amministrative e penali relative alla nuova legge 71 del maggio 2017 sul cyberbullismo ove viene ad essere identificato il ruolo del cyber bullo minore che è colui che, ad esempio, insulta, deride, minaccia o ricatta un’altro minore attraverso l’uso della rete». • B.B.

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