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16.02.2019 Tags: Brenzone , Malcesine , Cavalo , Navene , San Zeno di Montagna , Magugnano , Cinghiali

Cinghiali, ecco il centro di raccolta degli
esemplari abbattuti. «Qui è emergenza»

Inaugurato a Brenzone il primo «Centro di raccolta» per i cinghiali, cui potranno fare riferimento prevalentemente i cacciatori dei comprensori di Brenzone, Malcesine, Torri e San Zeno di Montagna.

Di fronte ad almeno un centinaio di doppiette, sabato mattina a Brenzone è stata inaugurata la prima struttura, oltre all'unica altra presente a Cavalo, in cui chi uccide i cinghiali potrà portarli per avere le autorizzazioni dai veterinari della Ulss 9 al consumo della carne. A fare gli onori di casa è stato il sindaco, Tommaso Bertoncelli.

«Il problema dei cinghiali», ha esordito, «sta diventando sempre più pressante per le nostre amministrazioni e sta impensierendo non poco i cittadini. Ormai il territorio montano e anche quello collinare sono stati oggetto di grosso danno fatto da questi ungulati. In collaborazione con il Comune di Malcesine e coi presidenti dei rispettivi comprensori di caccia, Luigi Giramonti per Brenzone e Diego Prandini per Malcesine, siamo riusciti a mettere in piedi questa struttura: speriamo possa aiutare i cacciatori facilitandoli nell'operazione di indispensabile contenimento dei cinghiali».

Ha confermato tutto Gianluca Favalli, consigliere di Malcesine e rappresentante del comune più a nord della intera provincia scaligera. «Abbiamo pagato a metà con Brenzone i costi della cella frigorifera», ha spiegato, «perchè sul nostro territorio il problema si è trasformato in emergenza. Pochi giorni fa abbiamo dovuto ricorrere ad interventi di emergenza anche nella piazzola dell'elisoccorso a Navene, dato che i cinghiali la avevano devastata al punto da renderla impraticabile. Questo solo per fare capire quali ripercussioni possa avere questa presenza anche in termini di sicurezza e di salute per i cittadini».

 

La struttura è stata allestita in due stanze di via Marani 11 a Magugnano, di fronte alla stazione degli autobus. Un magazzino comunale ora ospita una stanza con un lavandino e bancone di acciaio su cui poter adagiare la carcassa dell'animale, e un'altra attigua è stata adibita a cella frigorifera che può ospitare fino a una decina di animali, appesi a ganci da macelleria. La struttura ha acqua corrente, luce e porte che sigillano e isolano entrambi gli ambienti, sia dall'estero che tra di loro.

Costo della operazione: circa 16 mila euro, «di cui circa 10 mila li abbiamo messi noi cacciatori», come ha spiegato Luigi Giramonti, «e il resto, circa 6 mila euro, se lo sono suddiviso i due Comuni». 

Gerardo Musuraca
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