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08.11.2017

Urbanistica, parte
il «Gardaland
bungalow village»

Uno degli hotel di Gardaland: ora si punta alla realizzazione di un villaggio con bungalow
Uno degli hotel di Gardaland: ora si punta alla realizzazione di un villaggio con bungalow

Anche Gardaland avrà il suo villaggio turistico in zona lago. Dopo aver realizzato due hotel quattro stelle (di 247 e 100 camere) sui terreni vicino a via Derna, i tempi sembrano maturi per attuare un’ulteriore espansione della ricettività collegata al parco divertimenti, come previsto da anni dal Piano di assetto del territorio di Castelnuovo del Garda.

La novità riguarda il proseguimento dell’iter: il 10 ottobre la Giunta ha adottato il Piano urbanistico attuativo (Pua) «Gardaland bungalow village», aprendo i termini per la consultazione da parte dei cittadini e per la presentazione (entro il 27 novembre) di osservazioni prima dell’approvazione definitiva. Si tratta dell’attuazione di uno dei sei accordi pubblico privato che dovrebbero portare il Comune ad aggregare 40 ettari di terreno per realizzare il parco del lago. Il villaggio turistico si estenderà su una superficie di 87mila metri quadrati (di cui seimila ceduti dal Comune) a sinistra di via Verdi, la strada che scende verso il lago separando il parco divertimenti dall’abitato di località Ronchi. Oggi parte di quest’area è occupata dall’isola ecologica di Gardaland. Stando al progetto, la volumetria sarà di 40mila metri cubi. La società realizzatrice è la Ronchi del Garda Spa, la cui maggioranza azionaria appartiene alla Ronchi Spa (a sua volta collegata a Gardaland), mentre il resto delle azioni fa capo a una cordata di imprenditori tra cui principalmente la famiglia Delaini - Marzan, proprietaria di numerosi campeggi e hotel da Peschiera a Bardolino.

In cambio la Ronchi del Garda Spa si impegna a cedere al Comune 73mila metri quadrati per realizzare il parco del lago, oltre a elargire un milione e 500mila euro (di cui una parte è già stata versata, fanno sapere dagli uffici comunali). La volontà di ampliare l’offerta ricettiva non è un mistero: le indicazioni progettuali le aveva date l’amministratore delegato di Gardaland Aldo Maria Vigevani (che è anche rappresentante della Ronchi del Garda Spa) a margine della conferenza di presentazione della stagione 2016, in cui veniva inaugurato il secondo hotel. «L’ampliamento della capacità di alloggio non è terminato, anzi, stiamo lavorando su ulteriori strutture», aveva detto in quell’occasione, «con i due hotel abbiamo soddisfatto la fascia più alta, ora c’è spazio per aprire ad altre richieste di mercato». Il riferimento era ai due villaggi turistici «con strutture fisse in muratura» (oltre a quello di cui è stato presentato il Pua ne è previsto un altro nei terreni a est della Gardesana, in prossimità di via Derna) e a un terzo hotel che avrà le stesse dimensioni dell’ultimo realizzato, trattandosi sulla carta del suo completamento anche se la volontà annunciata è di creare un tre stelle. «L’obiettivo», aveva sottolineato nella stessa conferenza stampa Luca Marigo, direttore marketing e vendite di Gardaland Resort, «è trattenere gli ospiti del parco nelle nostre strutture».

Il sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti e la sua vice e assessora all’urbanistica Ilaria Tomezzoli ribadiscono: «Stiamo dando corso a una pianificazione fatta dalle precedenti amministrazioni». «Quando siamo arrivati noi, nel 2004, abbiamo trovato un piano regolatore folle in zona lago», aggiunge Peretti, «volgio ricordare il lavoro enorme fatto dal mio predecessore Maurizio Bernardi e dall’allora assessore all’urbanistica Fausto Scappini per ridurre la cubatura prevista. Ci sono stati ricorsi presentati dai legali dei privati a cui avevamo sottratto volumetria in zona lago e i milioni di euro chiesti come risarcimento danni, li abbiamo evitati con gli accordi».

I circa 290mila metri cubi di nuova edificazione previsti in zona lago dal Piano regolatore nel ’99 sono stati dimezzati con una variante: oggi ne rimangono 160mila, a cui si aggiungono i 74mila traslati a est della Gardesana. Nel complesso la volumetria è stata ridotta del 20 per cento, prevedendo a carico dei privati - oltre alla cessione delle aree per il parco - compensazioni in opere pubbliche per più di cinque milioni di euro.

Katia Ferraro
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