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29.12.2018

Passi carrai, aboliti quasi tutti i canoni

Passi carrabili: ora Castelnuovo fa un passo indietro abolendo il pagamento sotto i nove metri
Passi carrabili: ora Castelnuovo fa un passo indietro abolendo il pagamento sotto i nove metri

Tre anni fa la reintroduzione del canone sugli accessi carrabili aveva creato malcontento e polemiche, ma ora per i castelnovesi arriva una buona notizia. Grazie alla modifica del regolamento comunale per l’applicazione del canone di occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap), l’esenzione del pagamento che finora riguardava solo i passi carrai a raso senza cartello sarà estesa a tutti gli accessi di larghezza non superiore ai nove metri. Di fatto la quasi totalità: dalle circa ottocento cartelle emesse ogni anno dal 2015 ad oggi dal Comune di Castelnuovo del Garda, si passerà nel 2019 a poco più di quaranta. La modifica è stata approvata all’unanimità al Consiglio comunale con i voti a favore anche dei tre capigruppo di opposizione Giovanni Dal Cero, Rossella Vanna Ardielli e Marcello Giacomelli. L’assessore a bilancio e tributi Davide Sandrini ha spiegato che la scelta di rivedere fino a quasi azzerare gli introiti dai passi carrai è nata dai maggiori incassi previsti per il prossimo anno dall’imposta di soggiorno. Le entrate stimate da questa voce di bilancio passano infatti da 694mila a 820mila euro sia per effetto della rimodulazione al rialzo dell’imposta (estensione del pagamento fino al ventesimo giorno di permanenza del turista e innalzamento da 1,50 a 1,65 euro per gli hotel 4 stelle e da 1 a 1,10 euro per i campeggi sopra le 3 stelle), sia per l’incremento della stessa imposta che deriverà dall’apertura del terzo hotel di Gardaland la prossima primavera. «I circa quaranta contribuenti che dovranno continuare a pagare il canone sui passi carrai sono prevalentemente grandi utenze commerciali che poi potranno, essendo aziende, detrarne il costo», ha rimarcato Sandrini definendo coraggiosa la scelta di introdurre l’esenzione. Il canone, ha ricordato l’assessore, fu reintrodotto nel 2015 per far fronte alla crescita esponenziale dei prelevamenti dello Stato dal bilancio del Comune «passati dai 212mila euro dell’anno precedente a oltre 800mila». Pur votando a favore del provvedimento, per i consiglieri di minoranza si sarebbe potuto fare di più. «Ci siamo sempre opposti all’applicazione di questa tassa e apprendiamo con favore che nonostante sia passato qualche anno ora si faccia un passo indietro, ma avremmo preferito che questo tributo fosse eliminato totalmente», ha sottolineato Dal Cero. L’introduzione del canone è stata la decisione più impopolare dell’amministrazione guidata da Giovanni Peretti. Per mesi il tema ha dominato il dibattito pubblico non solo per la scelta politica, ma anche per gli errori tecnici commessi dall’azienda incaricata di effettuare la ricognizione degli accessi carrai. Alle interrogazioni delle minoranze si era aggiunta la raccolta firme di circa settecento cittadini a sostegno della cancellazione dell’«ingiusta gabella». In quattro anni di applicazione, ha fatto sapere in Consiglio il responsabile dell’area tributi Enrico Guzzi, dai passi carrai sono entrati nelle casse comunali dai 30 ai 40mila euro all’anno, a fronte dei circa 30mila euro spesi per pagare la ditta che ha censito gli accessi. Invariati per il 2019 gli altri tributi di competenza comunale. «Nonostante lo sblocco dei tributi locali previsto dalla legge di bilancio dello Stato e un prelievo di 445mila euro stimato per il 2019, abbiamo scelto di tenere invariate aliquote e soglie di esenzione e agevolazione per le famiglie e le fasce deboli», ha spiegato Sandrini introducendo il bilancio di previsione del prossimo anno (passato con il voto contrario dei consiglieri di opposizione, pur senza interventi in merito). Il rialzo dell’imposta di soggiorno è stato invece motivato dalla necessità di adeguare tariffe e periodo di applicazione al Comune di Peschiera del Garda, con cui Castelnuovo condivide alcune strutture ricettive. •

Katia Ferraro
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