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25.07.2018

Gardesana pericolosa per chi si muove a piedi

Il giovane camminava oltre il guardrail, non ha visto che il terrapieno finisce e si apre il rio  FOTO PECORAIl punto in cui è caduto Koen: il rio è seminascosto dalla vegetazione
Il giovane camminava oltre il guardrail, non ha visto che il terrapieno finisce e si apre il rio FOTO PECORAIl punto in cui è caduto Koen: il rio è seminascosto dalla vegetazione

Pericolosa di giorno e ancor più di notte, quando alla quasi totale mancanza di marciapiedi, ciclopedonali e perfino di una banchina abbastanza larga per camminare, si aggiunge la poca e a tratti assente illuminazione. Ogni estate la strada Gardesana (regionale 249) finisce sotto i riflettori per la convivenza impossibile tra l’alta densità di traffico e la presenza di pedoni e ciclisti che in alcuni tratti rischiano la vita. A riportare in primo piano la questione sicurezza è stata la morte del diciassettenne olandese Koen van Keulen, caduto nella notte tra giovedì e venerdì nel rio Dugale mentre camminava lungo il tratto che confina con Gardaland. In quel punto, se si cammina all’esterno della carreggiata e oltre il guardrail, il terrapieno si interrompe per far posto al salto verso il letto del torrente: il salto è nascosto dalla vegetazione, non è né segnalato né protetto. È proprio qui che è caduto il giovane olandese. I carabinieri hanno confermato la caduta autonoma ed escluso interventi esterni di altre persone o mezzi. Il tragico incidente fa riemergere tutte le criticità della strada, più evidenti soprattutto nel basso lago e in particolare tra Lazise e Peschiera del Garda, zona con la più alta densità di campeggi e parchi divertimenti e di conseguenza di turisti che si spostano in bici o a piedi. «Quello è un tratto buio e rischioso per i pedoni anche di giorno», dice il tassista di Lazise Giampietro Portinari riferendosi al punto in cui ha trovato la morte Koen, in territorio di Castelnuovo del Garda. Da anni Portinari lancia l’allarme per la pericolosità della Gardesana anche in territorio di Lazise. «Tutte le sere vedo famiglie in strada, anche con passeggini, che all’uscita da Gardaland tornano all’hotel Parchi del Garda o ai campeggi a piedi. È veramente un problema», osserva, «lo stesso parco divertimenti potrebbe intervenire realizzando un marciapiede, lo spazio al di là del guardrail c’è». Di notte si aggiunge il problema dei giovani che raggiungono o escono dalla discoteca Night Festival di Canevaworld, a Pacengo, spesso alticci. «Tempo fa mi sono trovato una catena umana in mezzo alla carreggiata», ricorda Portinari, «mentre venerdì sera ho fatto salire gratis una famiglia che da Lazise stava andando a Pacengo, non volevo avere un eventuale peso sulla coscienza». Racconta esperienze analoghe un addetto alla sorveglianza di un campeggio di Lazise, che preferisce mantenere l’anonimato. «Qualche giorno fa tornando a casa dal lavoro alle 4 del mattino mi sono trovato un ragazzo in mezzo alla strada, mentre altri tre erano sdraiati lungo il ciglio», racconta. Il luogo dell’avvistamento è all’altezza della strada di accesso ai parcheggi dipendenti di Gardaland, a poca distanza dal punto in cui è caduto Koen (l’intervistato non ricorda se la notte fosse quella della scomparsa di Koen, ma l’orario non coincide). «Il bus navetta messo a disposizione da Canevaworld per i ragazzi che vanno in discoteca è una buona cosa, ma non tutti lo prendono», prosegue l’addetto alla sorveglianza, «alcuni vogliono rientrare dopo, si fermano davanti ai campeggi, urlano e cantano. Capita di sentire le macchine strombazzare perché sono in mezzo alla strada. Il marciapiede sarebbe utile, ma se in gioco c’è anche l’alcol il problema diventa più grande». Sebbene la strada sia regionale il tema sicurezza investe anche i sindaci. «In questi anni abbiamo sollecitato più volte Veneto Strade a intervenire, la risposta è sempre stata che mancano i fondi», dice il sindaco di Lazise Luca Sebastiano, «dopo questa disgrazia spero si affronti il problema, visto che la Gardesana è una delle strade più trafficate del Veneto ma che ha subito meno migliorie e manutenzioni negli ultimi 40 anni», aggiunge, promettendo di contattare il collega di Castelnuovo Giovanni Peretti per avviare un sollecito. Ieri i due sindaci sono stati travolti dalle polemiche per aver dichiarato che l’incidente del ragazzo olandese non è dipeso dalle condizioni della strada. «La Regione non può chiamarsi fuori, non ha mai investito sulla strada», interviene Peretti, e puntualizza: «Non ho detto che la Gardesana non è pericolosa a prescindere, ma in rapporto all’accaduto. Ricordo che l’alternativa è la passeggiata a lago, nel tratto di nostra competenza è illuminata e videosorvegliata, spetterebbe ai campeggi sollecitare i turisti a usarla». Certo è che a meno di un divieto la Gardesana non può essere interdetta a pedoni e ciclisti, che spesso la prediligono perché più breve e diretta. Intanto alcuni cittadini attraverso i social stanno cercando di organizzare una manifestazione pubblica per chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza. •

Katia Ferraro
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