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martedì, 25 settembre 2018

Due dossi in arrivo sulla strada più pericolosa

A rendere ancor più pericolosa via Mantovana è il passaggio dei mezzi pesanti FOTO AMATOPedoni e ciclisti non passano con tranquillità in questa via

Una strada stretta, a ridosso delle abitazioni che vi si affacciano, priva di marciapiedi ma anche di qualsiasi limitazione al traffico per i mezzi pesanti, perché manca una valida alternativa per raggiungere Camalavicina o le aziende della zona. Questa è via Mantovana, la seconda strada più importante di Cavalcaselle dopo via XXV Aprile (ex Statale 11), essendo la via che porta alla scuola primaria, alla scuola dell’infanzia, agli impianti sportivi e alle zone residenziali della frazione più popolosa di Castelnuovo del Garda. Della sua pericolosità si parla da tempo, in passato si ipotizzarono soluzioni infrastrutturali alternative poi non realizzate e nemmeno progettate. Il tratto più insidioso è il primo chilometro partendo dalla piazza, da cui e verso cui l’imboccatura stretta causa spesso anche incolonnamenti e ingorghi in presenza di camion. Carenze strutturali che rendono via Mantovana pericolosa per pedoni e ciclisti, spesso anche a causa della velocità dei veicoli. Una prima e parziale risposta arriverà dopo l’estate con la posa di due dossi artificiali tipo berlinese, «isole» rialzate comprensive di attraversamento pedonale: una sarà in corrispondenza delle scuole all’altezza di via Canove, l’altra davanti al parcheggio di piazza Fanti d’Italia. Lo ha annunciato Massimo Loda, consigliere con delega alle Opere pubbliche, nell’ultimo Consiglio comunale rispondendo alle domande della consigliera di opposizione Cinzia Zaglio (gruppo Castel Nuovo in Comune) che ha chiesto spiegazioni sui 38mila euro inseriti nel bilancio per questo intervento ma anche sulla previsione di un passaggio pedonale in sicurezza. Opera, quest’ultima, che il sindaco Giovanni Peretti ha annunciato essere prevista nel tratto che dal parcheggio di piazza Fanti d’Italia arriva alle scuole, per cui a breve partirà la procedura di esproprio su un’area che il proprietario non ha voluto cedere in via bonaria. Il progetto del percorso così come il finanziamento sono già sul piatto grazie a un accordo pubblico-privato, ma la tempistica di realizzazione è ancora incerta. Erano stati i cittadini di Cavalcaselle, nel corso di un’assemblea pubblica con l’amministrazione comunale, a chiedere interventi di messa in sicurezza della strada partendo da dissuasori di velocità in attesa di interventi più consistenti e risolutivi. «Via Mantovana? È un terno al lotto, è impossibile passare quando c’è un camion ed è estremamente pericolosa per i pedoni», evidenzia Rossella Vanna Ardielli, consigliera del Movimento civico La Strada. «La casa che fa angolo tra la via e la piazza (via XX Settembre, ndr) è rovinata per le manovre che devono fare i mezzi pesanti, e poi ci sono i camion che ingorgano la stessa piazza per l’imbuto che si crea al semaforo o perché devono scaricare la merce al supermercato, davanti al quale non ci sono stalli adeguati ma solo per le macchine. Il centro storico di Cavalcaselle è già degradato», attacca Ardielli, «e in più è penalizzato da un traffico pesante che non dovrebbe esserci. Da tempo si dovevano pensare strade alternative». «Sono nato in via Mantovana, conosco le problematiche e so l’importanza di metterla in sicurezza», replica il primo cittadino, «una decina d’anni fa la nostra amministrazione aveva fatto vari studi per la viabilità alternativa. Avevamo proposto ad Anas, che stava realizzando la complanare di collegamento con Peschiera, di realizzare una rampa di accesso alla tangenziale, ma l’ipotesi fu bocciata. Abbiamo ottenuto la realizzazione del sottopassaggio alla tangenziale, la previsione era collegarlo da un lato a via Enzo Ferrari e dall’altro a via Sei Fontane, ma ci siamo fermati perché servivano risorse ingenti e abbiamo dato priorità all’edilizia scolastica». Al momento sembra difficile ripescare quell’idea dal cassetto, sia perché il mandato amministrativo si concluderà la prossima primavera, sia perché in ballo c’è la realizzazione del casello autostradale previsto proprio nelle aree attorno a via Sei Fontane. «Quella progettualità potrebbe essere un’opera legata alla nuova viabilità del casello, ma finché non partono le ruspe non mi esprimo», conclude Peretti. Secondo Marcello Giacomelli, consigliere del Movimento 5 Stelle, «la soluzione andrebbe approfondita ora, in parallelo a quella del casello». •