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14.04.2018

Castelnuovo
ricorda la strage
dell'aprile 1848

Il convegno sulla strage di 170 anni fa (foto Adami)
Il convegno sulla strage di 170 anni fa (foto Adami)

C'era il prete, Antonio Oliosi, di 64 anni. E c'erano bambini, adolescenti, donne e uomini, giovani e anziani. Madri e padri. Per oltre una quarantina. A tanto ammontò il bilancio della strage di civili di Castelnuovo del Garda dell'11 aprile 1848, compiuta da una unità dell'esercito imperiale austriaco. Numeri esigui, se equiparati ai grandi conflitti globali cui ci ha preparato il Novecento inoltrandoci nel nuovo millennio, e che hanno eclissato il tema delle vittime civili nelle battaglie risorgimentali e nell'Ottocento, assai poco esplorato dagli storici.

 

È quindi un percorso innovativo che esce dagli schemi quello del Comune di Castelnuovo del Garda, con il sindaco Giovanni Peretti, che a 170 anni dalla strage dell'11 aprile, stamattina dedica a questo campo d'indagine il convegno «L’800, il Risorgimento e le violenze di guerra», nella sala civica XI aprile, di via Castello, 19, mettendo allo stesso tavolo ricercatori e docenti universitari italiani e stranieri. Gli storici si confronteranno sul tema delle atrocità commesse dagli eserciti nel corso delle attività belliche. Nel pomeriggio, alle 17.30, seguirà il concerto «Frammenti di Risorgimento. Preludi verdiani e canzoni» di ArpeArena ensemble con Adriana Avventini, Alessia Luise, Eva Perfetti, Flora Uboldi e Zoltan Szolt Szabò al violoncello, con il soprano Victoria Stevens, per la direzione artistica e scientifica di Carlo Saletti, storico e regista teatrale. La giornata è stata organizzata in collaborazione con l'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea di Verona, presieduto dallo storico Stefano Biguzzi e del quale anche Saletti fa parte, e con la partecipazione dell'associazione culturale Crea di Custoza, presieduta da Stefano Adami.

 

Ha aperto il convegno Carlo Saletti seguito dall'inquadramento storico di quella tragica giornata il professor Vasco Senatore Gondola, dell'Accademia di Agricoltura, scienze e lettere di Verona che ha però ricordato prima le popolazioni civili della Siria colpite dai raid notturni di stanotte.Intervengono anche lo storico e scrittore Marco Scardigli: «Fatti e amnesie nella narrazione pubblica del Risorgimento» e Giovanni Cerino Badone, dell'Università del Piemonte orientale terrà la conferenza: «Il bastone del Feldmaresciallo. L’azione di Castelnuovo e l’approccio austriaco alle operazioni di contro-insurrezione nella guerra del 1848-1849». Torna anche un ospite non nuovo al territorio delle battaglie risorgimentali: il professor Hubert Heyries, dell'Università di Montpellier III che interverrà con la relazione «L’esercito italiano: strumento di repressione e di violenza di guerra nel XIX secolo». Infine Costantino Di Sante, dell'Istituto provinciale di storia contemporanea di Ascoli Piceno farà un focus su «Prigionieri di guerra borbonici: il caso di Civitella del Tronto» e Giuseppe Barrile, del museo internazionale della Croce Rossa. 

M.V.A.
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