CHIUDI
CHIUDI

18.01.2019

Brenda quella mattina aveva chiesto aiuto

Maria Aparecida Soares, detta anche Brenda, nel fermo immagine di un video trasmesso a Chi l’ha visto?
Maria Aparecida Soares, detta anche Brenda, nel fermo immagine di un video trasmesso a Chi l’ha visto?

Brenda aveva paura, e aveva cercato di dirlo. La mattina di mercoledì 18 luglio, circa 11 ore prima della scomparsa, Maria Aparecida Soares si rivolse agli agenti della polizia ferroviaria di Peschiera del Garda per chiedere aiuto, perché aveva paura che il compagno le facesse del male. Era in stazione intorno alle 9.30 e aspettava il treno per andare a Verona. Com’è stato ricostruito in seguito, raggiunse il compagno Andrea Felicetti al lavoro, prese la sua macchina con cui poi andò da un gommista a far riparare una ruota. Dettaglio che Cida - gli amici la chiamavano anche così - disse all’amica Georgiana, a cui aveva telefonato in tarda mattinata. Ma quella mattina, mentre era in stazione a Peschiera, incrociò gli agenti della Polfer e parlò con loro di ciò che la preoccupava nell’ultimo periodo: la paura che il compagno le facesse del male, nonostante fino a quel momento non fosse successo. Era agitata e confusa, appariva stanca ma allo stesso tempo forte e sicura di sé, riferiscono fonti vicine a chi ha raccolto la sua testimonianza. Maria Aparecida non volle formalizzare la denuncia. Le furono spiegate le diverse possibilità e le forme di tutela, le fu detto che sarebbe stata accompagnata in Questura a Verona per essere seguita da personale specializzato nei casi di violenza contro le donne, ma davanti alla concretezza che poteva assumere il suo gesto si tirò indietro. Disse che aveva fretta perché doveva prendere il treno per Verona, che doveva andare dal medico e corse via. Tra gli atti nelle mani del pubblico ministero Maria Federica Ormanni, che da circa tre mesi ha aperto un fascicolo per omicidio (finora senza indagati) sulla misteriosa scomparsa della 52enne brasiliana, c’è anche la relazione della Polfer sul colloquio avuto quella mattina. Gli inquirenti sono cauti nel rilasciare dettagli delle indagini, ma fanno sapere che dagli elementi raccolti finora non emergono testimonianze di violenze o minacce che il compagno avrebbe rivolto alla donna. Ma quella mattina non era una mattina qualunque. Verso le 20 dello stesso giorno si persero le tracce di Cida, che da quell’ora non rispose più al telefono. Telefono che, assieme a tutti gli effetti personali compresi soldi e documenti, la donna aveva lasciato nella casa di Camalavicina (Castelnuovo del Garda) prima di allontanarsi. Il pomeriggio di quel giorno era ancora a Verona e andò da una parrucchiera poi, stando al racconto dell’ormai ex compagno (che il 17 dicembre si è sposato con una donna colombiana) quando lui finì il lavoro tornarono a casa insieme in macchina. Le ultime telefonate di Cida furono alla figlia Gabriela, intorno alle 17, e all’amica Georgiana verso le 19, per chiederle ospitalità. Alla mattina Georgiana le aveva detto cher era al parco acquatico di Valeggio e forse per questo Cida la richiamò, pensando che potesse andare a prenderla a Camalavicina. Ma Georgiana a quell’ora stava rientrando a Roncà e non tornò indietro - disse intervistata da L’Arena - perché nella voce e nelle parole dell’amica non aveva percepito preoccupazione o timore. Verso le 20 Gabriela richiamò la madre, ma il telefono squillò a vuoto. Non si sa con quale mezzo alla mattina Cida abbia raggiunto la stazione di Peschiera, che dista circa cinque chilometri da Camalavicina: se con l’autobus o con la bicicletta rossa che Andrea Felicetti riferì ai carabinieri e alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto?» (da lui contattata) di aver trovato in stazione qualche giorno dopo la scomparsa della donna, dando per certo che Cida l’avesse usata la sera del 18 luglio per allontanarsi da casa. Nel caso Maria Aparecida Soares abbia preso un autobus alla mattina, avrebbe dovuto raggiungere a piedi la fermata più vicina che si trova a Cavalcaselle, a circa due chilometri e mezzo da Camalavicina. Nessun aiuto è potuto arrivare dalle telecamere, sia perché in stazione sono presenti solo alle biglietterie automatiche e nell’area dell’ascensore, sia perché anche le altre presenti in zona non furono visionate prima che le registrazioni venissero sovrascritte. All’inizio infatti si pensò che Cida si fosse allontanata volontariamente. •

Katia Ferraro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1