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14.04.2018

Area Ronchi, indagati sindaco, il vice e un dirigente

Demolizione di un palazzo dell’ex lottizzazione Castello
Demolizione di un palazzo dell’ex lottizzazione Castello

Lo scossone nel palazzo comunale di Castelnuovo del Garda è arrivato con tre avvisi di conclusione delle indagini inviati dalla Procura di Verona al sindaco Giovanni Peretti, alla sua vice e assessora all’urbanistica Ilaria Tomezzoli e alla responsabile dell’ufficio edilizia privata e urbanistica Fiorella Carloni. Il reato contestato a tutti e tre è concorso in abuso d’ufficio. In realtà, la difesa del sindaco di Castelnuovo si è già mossa con l’avvocato Luca Tirapelle. Nei prossimi giorni, il legale depositerà una memoria in procura nella quale tenterà di scalfire il castello accusatorio, sostenuto dalla procura. Non solo: l’avvocato Tirapelle chiederà anche che il primo cittadino sia sentito eventualmente da un delegato del sostituto procuratore proprio per chiarire la sua posizione. Non si conosce, invece, la strategia difensiva della funzionaria del Comune, Fiorella Carloni: ieri il suo difensore, l’avvocato Filippo Vicentini, non ha rivelato le sue mosse per togliere le castagne dal fuoco della sua cliente. Nel mirino del pubblico ministero Valeria Ardito, è finito l’accordo pubblico-privato siglato lo scorso anno dal Comune con la società Mdc srl per la riqualificazione dell’area dell’ex lottizzazione Castello nella frazione di Cavalcaselle, acquistata all’asta dalla ditta nel 2015. Fulcro dell’accordo è la demolizione di tre dei sette palazzoni dell’ex fallimento Castello (l’ottavo era stato ceduto ai creditori, ma è anch’esso incompiuto) con la possibilità di recuperare quasi tutta la volumetria in demolizione edificandola in un’altra area del territorio comunale. L’area individuata in zona lago (località Ronchi) in un terreno di 20mila metri quadrati di proprietà comunale, che nell’accordo il Comune si è impegnato a cedere a Mdc srl per 200mila euro: 10 euro a metro quadrato, molto meno del valore di un’area edificabile nella pregiata e appetibile zona lago. E proprio sul prezzo concordato tra l’amministrazione Peretti e la società edile si è concentrata l’attenzione degli investigatori. In procura, infatti, ritengono che la valutazione del fondo di fronte al lago, era molto svilita rispetto al suo valore reale. Da qui l’accusa, di concorso in abuso d’ufficio proprio per aver procurato presumibilmente un danno alle casse del Comune. Contro l’accordo, discusso in Consiglio comunale nel febbraio 2017, si erano scagliati anche i consiglieri di opposizione Giovanni Dal Cero, Cinzia Zaglio (Castelnuovo in Comune), Marcello Giacomelli (M5s) e Rossella Vanna Ardielli (Movimento civico La Strada) ma era stata Zaglio a portare avanti la battaglia con un esposto in Procura. «Abbiamo fiducia nella magistratura e siamo sereni perché certi di non aver commesso alcun illecito», dichiara il sindaco Giovanni Peretti senza nascondere la «molta amarezza» sulla vicenda. «Quello che ci premeva fin dalla prima amministrazione di Maurizio Bernardi», spiega, «era la riqualificazione di un’area che è in condizioni penose fin dal 1992. Abbiamo sempre agito secondo quanto gli uffici hanno predisposto, non c’è mai stata da parte nostra alcuna forzatura». Il terreno in zona lago non è ancora passato di proprietà: in corso c’è ancora la variante numero quattro al Piano degli interventi (adottata ma non approvata forse proprio per le indagini in corso) che recepisce l’accordo e trasforma l’area da agricola a residenziale. Dopo la demolizione del primo palazzo, le ruspe sull’area dell’ex lottizzazione Castello si sono fermate. Cinzia Zaglio, autrice dell’esposto, non è stupita dell’evolversi delle indagini. «Da subito», afferma, «feci presente all’amministrazione che l’operazione era squilibrata a favore del privato a danno dell’ente pubblico e quindi dei cittadini castelnovesi, soprattutto perché non si può svendere un terreno in zona lago a dieci euro al metro quadrato. Non ascoltata, mi sono rivolta alla Procura, che ha ritenuto fondate le mie osservazioni». •

Katia Ferraro
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