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02.03.2018

Vendita Ex Macello, Concari si oppone

«L’Ex Macello non va venduto e l’area di pertinenza che lo completa e valorizza non va resa edificabile». Lo ha fatto presente Graziano Concari Semplicemente Caprino durante la discussione per l’approvazione del primo Piano degli interventi. Concari ha ricordato come, nel 2013, fosse sorto un comitato per la costituzione della Fondazione Ex Macello Bene Comune che chiedeva, appunto, che questa costruzione comunale in via Cesare Sandri non fosse alienabile. Ha evidenziato Concari: «Il nuovo Pi prevede che nell’area non edificata di circa 900 metri quadri adiacente a tale edificio storico e di pregio, dove nel tempo si sono svolte più attività a valenza pubblica, si crei un volume residenziale di circa 1800 metri cubi. La possibilità di costruire qui, adottata dal Pi, squalificherebbe il luogo e negherebbe la possibilità di fruire a pieno di tale bene». In seguito Gaetano Greco, uno dei quattro soci fondatori del Comitato, formato oggi da una trentina di persone, ha ricordato: «In questo edificio di metà ottocento si sono nel tempo svolte tutte attività a valenza pubblica. Nacque per essere macello comunale del territorio del Baldo, divenne ghiacciaia, quindi scuola casearia, in seguito sede del servizio veterinario e, negli ultimi vent’anni, magazzino comunale. È sempre stato un luogo per il territorio». «Il Comitato», ha proseguito, «sorse proprio con l’intento di riportarlo a nuova vita preservandolo da uno sfruttamento privatistico. Si era infatti costituito per coordinarne il progetto di valorizzazione e creare la Fondazione Ex Macello Bene Comune che avrebbe messo in relazione la comunità per realizzare l’idea dando vita a servizi che ne permettessero anche l’autosufficienza economica. Il comitato sostiene che le funzioni avute dall’edificio debbano continuare ad essere riconosciute in uno stabile ristrutturato e riprogrammato per il mondo di oggi». «Come comitato abbiamo da tempo presentato alla amministrazione un progetto di massima che prevede servizi culturali a sociali. Ci pare la giusta soluzione per la storia e le funzioni avute dall’ Ex Macello che è anche inserito nei beni architettonici italiani del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, tra quelli da tutelare. Il Comitato si è anche reso disponibile a cercare i fondi per recuperarlo essendo oggi in precarie condizioni». «Il progetto prevedeva», precisa Greco, «che, nata la Fondazione, fosse formato un consiglio di gestione con la presenza di un rappresentante dell’amministrazione. L’area a verde avrebbe rivestito una sua importanza essendo complementare al resto secondo la destinazione scaturita dalle assemblee di cittadini interessati». Ha rilevato Concari: «Il bene è sempre stato composto da edificio e area verde. Sottrarla significherebbe squalificarlo e comprometterne le potenzialità di pubblica fruizione. Disapproviamo la scelta della amministrazione e auspichiamo che il comitato sollevi osservazioni affinché siano discusse e votate in Consiglio. Intanto, anche per questo punto, il nostro voto all’adozione del primo Pi è stato di astensione». Ha ribadito invece il sindaco Paola Arduini: «Da sempre l’amministrazione ha intenzione di vendere l’Ex Macello comunale. L’area di pertinenza è stata resa dal Pi edificabile per valorizzarlo». •

B.B.
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