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30.11.2018

Staccionata tagliata con motoseghe

La staccionata tagliata con le motoseghe vicino a malga Valfredda CrocettaI pali devastati dai vandali lungo il percorso sul Baldo orientale
La staccionata tagliata con le motoseghe vicino a malga Valfredda CrocettaI pali devastati dai vandali lungo il percorso sul Baldo orientale

Oltre cento cinquanta metri di staccionata in legno segati di netto in più punti, con pali a terra un po’ ovunque. Il fatto è accaduto a pochi passi da malga Valfredda Crocetta, situata a poco più di 1.300 metri di altitudine sul versante orientale del monte Baldo. I vandali sono entrati in azione con ogni probabilità utilizzando una o più motoseghe e presumibilmente nel tardo pomeriggio o nel corso della notte di martedì scorso, anche perché fino al giorno prima, secondo diversi testimoni, tutto era in ordine. Gli autori del gesto infatti hanno avuto il tempo di tranciare di netto in più punti–alla fine si sono contati oltre centotrenta tagli–gli steccati che delimitano l’area della malga fino al parcheggio sottostante. Sono stati tagliati sia i pali orizzontali che quelli verticali. Non è stato risparmiato nulla. In diversi punti la palizzata ha così ceduto per diversi metri consecutivi con una sorta di effetto domino. Tra i primi a scoprire lo scempio sono stati alcuni escursionisti, che mercoledì mattina mentre si stavano preparando per una passeggiata in montagna sfruttando la bella giornata di sole, si sono trovati di fronte il triste spettacolo, rimanendo allibiti per quanto accaduto. La zona di Malga Valfredda, infatti, è molto conosciuta ed apprezzata dagli appassionati, essendo un punto strategico per iniziare escursioni. Da lì parte per esempio il sentiero Ottaviani che porta fino in vetta alla «creste» del Baldo, e si possono raggiungere pure i sentieri della Sorgente e della Pastora. Nella malga, tra l’altro, in estate le biblioteche comunali di Caprino e Rivoli organizzano una mostra dedicata al farmacista naturalista veronese Francesco Calceolari (o Calzolari, 1522-1609), che abitò pure a Rivoli. Anche i pali a fianco dell’insegna che ricorda la rassegna sono stati tranciati. Per il momento non ci sono particolari indizi che riconducano ai possibili autori del gesto, anche se dell’episodio se ne stanno occupando i carabinieri di Caprino. Ieri mattina, infatti, il Comune di Caprino ha sporto denuncia nella stazione di comando dell’Arma. Il Comune amministrato da Paola Arduini è infatti proprietario della malga, sebbene la struttura montana si trovi sotto il Comune di Ferrara di Monte Baldo. La staccionata, sempre di proprietà del Comune di Caprino, era stata realizzata anni fa dall’Unione Montana Garda Baldo attraverso un contributo inserito nel progetto regionale Baldo in rete. «È un autentico disastro», commenta amareggiato il sindaco di Caprino Paola Arduini. «Bisognerà rifare tutta la staccionata, che aveva anche un certo valore. Ci stiamo informando per vedere se e in qual misura la nostra assicurazione a difesa degli atti vandalici riuscirà a coprire il danno, che, seppur non ancora calcolato con precisione, ammonta a diverse migliaia di euro. In passato», aggiunge Arduini, «in un paio di malghe erano stati rotti dei vetri e degli scuri ma non si era mai verificato un episodio così grave come quest’ultimo». Anche Maurizio Castellani, presidente dell’Unione Montana Garda Baldo e sindaco di San Zeno di Montagna, non ha parole per quanto accaduto: «È una vigliaccata senza logica». Maurizio Marogna, profondo conoscitore e assiduo frequentatore del Baldo stenta a credere a quanto accaduto. «Nel condannare, ovviamente, il gesto, che è veramente fuori dalle righe», afferma Marogna, «mi chiedo anche chi possa aver commesso un vandalismo di queste proporzioni e per quali motivi». Gli interrogativi si sono estesi anche in rete sui social, facendo subito discutere il popolo del web con più di qualcuno che si pone interrogativi su quanto accaduto a malga Valfredda: si è trattato di un dispetto o di un gesto di un folle? Quante persone hanno commesso lo scempio? Qualcuno ha coperto le azioni dei teppisti? Anche perché si tratta di un’operazione rumorosa, visto che sono state usate quasi certamente motoseghe, e che ha richiesto parecchio tempo. A fare chiarezza sulla vicenda ci penseranno le indagini in corso. •

Emanuele Zanini
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