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13.08.2017

Sono gli ultimi giorni
per ammirare
le tele di Morando

Dipinse tantissimo, vinse moltissimi riconoscimenti tra cui il Grande sigillo ufficiale dell’Unesco nel 1977 a Parigi. Ma, sempre, rimase legato a Caprino, dove la sua casa è abitata dalla nipote Laura, e alla famiglia che lo ricorda con amore. Si è inaugurata il 28 luglio, nell’ambito della Fiera Montebaldina al Museo civico di palazzo Carlotti, la mostra Una vita per l’arte dedicata a Lodovico Morando, nato a Castion Veronese l’8 luglio 1917 e morto a Caprino il primo aprile 1987. La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta fino a Ferragosto, nei feriali dalle 11 alle 12,30 e nei festivi anche dalle 18 alle 20. È uno degli eventi per il centenario della nascita dell’ artista, del quale altre opere sono state esposte in lulio all’Accademia Cignaroli di Verona, dove studiò. Il 17 luglio, inoltre, si è tenuto a Bardolino il diciottesino Premio Arte Cultura Lodovico Morando, andato allo scultore, pittore e scrittore Vittore Bocchetta. «Per il centenario», dice il figlio Fernando Morando, «Poste italiane ha emesso un annullo postale che ne ricorda la nascita, su mille cartoline che riproducono i suoi quadri».

La mostra caprinese è organizzata dalla pro loco con l’amministrazione e la biblioteca. Una brochure riporta, oltre ai saluti del sindaco Paola Arduini, alle note dei figli Fernando, Luciana, Carla e Antonella, un ritratto di «uno dei più significativi rappresentanti della pittura veronese nel ‘900», che, pur facendo un ben definito percorso, è sempre rimasto «ostinatamente fedele a una figuratività tradizionale», scrive il pittore Claudio Facchinetti. Acquisì cenni e «sfumature da cubismo, astrattismo, espressionismo e metafisica», che non lo sconvolsero, ma «contribuirono a definire i caratteri distintivi del suo naturalismo sospeso tra forma e realtà, tra moderno e antico». I suoi temi sono paesaggi, forme umane, scene di vita e lavoro, affetti, donne, oggetti, nature morte, soggetti religiosi, come la Sacra Famiglia nella parrocchiale di Santa Maria Maggiore. Opere ricche di colore e giochi di luce. La mostra espone oltre 30 dipinti secondo un percorso espositivo cronologico - tematico rappresentativo della sua evoluzione artistica che copre oltre 40 anni. Dal periodo di formazione, con due autoritratti da giovane - ce n’è anche un terzo più tardo – a quello della maturità con gli altri temi. «Si chiude con l’autoritratto in età matura e tre tele sperimentali, grandi piani di colore e forme quasi astratte». B.B.

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