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15.02.2018

Rustici, il Comune dice sì alla riconversione edilizia

Il municipio di Caprino
Il municipio di Caprino

Approvato in Consiglio dalla maggioranza, con l’astensione delle minoranze, il Piano degli interventi, con la lista civica Semplicemente Caprino che punta il dito contro la riconversione degli annessi rustici: «Edifici non più funzionali al fondo». Ha esordito il sindaco Paola Arduini: «Con questo Pi rispondiamo ai cittadini che da anni attendono di realizzare interventi di nuova costruzione e riqualificazione. Abbiamo ricevuto 197 manifestazioni di interesse, di cui 67 coerenti con gli obiettivi del Documento del Sindaco e del Pat. Ci sono state molte richieste di cambio di grado di protezione nei centri storici, a cui dedicheremo un Pi ad hoc». «Questo», ha proseguito Arduini, «prevede che alcuni cittadini corrispondano al Comune una contribuzione straordinaria che permetterà di realizzare opere pubbliche, importante opportunità di sviluppo per Caprino». Il sindaco ha precisato: «Una volta adottato, entro otto giorni gli elaborati saranno a disposizione del pubblico. Il Pi sarà a disposizione per 30 giorni in segreteria e nei successivi 30 si potranno formulare osservazioni su cui deciderà il Consiglio. Intanto andrà sottoposto alla Valutazione ambientale strategica, a quella di incidenza ambientale e allo studio di compatibilità idraulica». È intervenuto il capogruppo di Semplicemente Caprino Graziano Concari: «Spero che il Pi consideri i diritti sia dei singoli sia della comunità, rispettando un territorio da consegnare alle future generazioni. Per mantenere l’integrità di un bene comune o di un luogo, andrebbero posti vincoli con uno sguardo più ampio rispetto alla mera applicazione della legge. Alla luce delle criticità segnalate, ma riconoscendo l’urgenza di un Pi che risponda ai numerosi cittadini interessati, ci asteniamo». Il collega Antonio Gaspari si è concentrato sugli edifici non più funzionali al fondo: «Tra le 197 domande, 35 sono richieste di questo tipo di riconversione, di cui otto sono portate in Consiglio con normale schedatura che prevede mappali, foto dall’alto e di fronte dell’edificio, misure, relazione finale di accoglimento. La pratica 38 manca però di foto. Poiché, in base al Pat, c’è l’obbligo di averle, chiedo perché manchino. Tra l’altro sono indicate le date dell’ autorizzazione edilizia a realizzare il rustico, una del 23 settembre 2009 e l’altra del 25 febbraio 2011, mentre su quella portata in consiglio, inoltrata il 27 aprile 2016, l’edificio non compare. Eppure la richiesta per la riconversione è qui. Stante la documentazione, sorge il dubbio che sia stato realizzato dopo tale data». I tecnici, preso atto della segnalazione, si sono riservati una verifica. «Attendo foto esplicative che scongiurino l’ipotesi di una speculazione edilizia. Gli altri casi», ha precisato Gaspari, «non pongono dubbi. La norma generale è giusta, prevede la riconversione di rustici vissuti, che sarebbe sprecato abbandonare, ma trovo ingiusto riconvertire quelli recentemente costruiti e mai usati a fini agricoli. L’amministrazione dovrebbe prevedere limitazioni come l’impossibilità di vendita per 10 anni». Concari: «Diversamente da altri Comuni che hanno introdotto parametri limitanti, a Caprino si è investito su un vincolo di natura economica». Micheletti, M5S: «Temiamo che nel Pi ci siano zone d’ombra. Presenteremo osservazioni per meglio capire la situazione». Ha concluso il sindaco Arduini: «Abbiamo risposto ai cittadini attenendoci alla normativa. Diversa opinione ha l’amministrazione rispetto agli edifici non più funzionali al fondo che il proprietario, pagando una perequazione che contribuirà appunto a realizzare opere pubbliche, può convertire in residenza, in attività turistico- ricettive e che valorizzino territorio e paesaggio». •

Barbara Bertasi
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