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17.11.2017

Quando il treno passava
sotto la Rocca del Garda

Lo scrittore Fabio Gaggia, autore del libro sui treni del Garda
Lo scrittore Fabio Gaggia, autore del libro sui treni del Garda

Signori in carrozza! La Biblioteca-museo invita alla presentazione, stasera alle 20,30 nella sala dei sogni del museo civico di Palazzo Carlotti, del volume «Quel treno per Garda», di Fabio Gaggia, pubblicato dalla Corporazione degli antichi originari, finito di stampare in aprile da Cierre Grafica.

Sono 162 pagine pregne di informazioni storiche, sociologiche e di costume, corredate da planimetrie, progetti, prospetti, foto e documenti per lo più inediti, con nota introduttiva di Giorgio Chiericati, della cui collaborazione il professor Gaggia si è avvalso, e nota di Camilla Monese, presidente della Corporazione. «Lo studio» spiega Gaggia, «riguarda la linea ferroviaria Verona-Caprino-Garda, tranvai a vapore, inaugurato nel 1889, e si concentra sulla diramazione per Garda realizzata nel 1904».

Questa, «che si snodava in una delle più pittoresche zone del Veneto per 11 km», scrive Chiericato, «poteva essere considerata una diramazione della Verona-Caprino. Da Affi si giungeva, per Cavaion e Calmasino, a Bardolino, il più importante centro commerciale della sponda veronese del lago … il treno passava sotto la Rocca e giungeva infine a Garda… Qui ci si poteva imbarcare verso lidi più floridi (la sponda bresciana) o navigare verso acque internazionali (Riva)».

Fu una novità a due facce: «Il treno fu un sogno a lungo cullato dai nostri antenati», nota Camilla Monese nel risvolto di copertina, «ma quando la linea … Affi-Garda sbucò di sotto la Rocca, la popolazione fu presa da una sorta di sgomento, non solo per l’inevitabile sacrificio delle preziose spiagge (ndr quindi di rive ove pescare) ma anche perché ben presto ci si rese conto che il «progresso» avrebbe, da quel giorno, modificato il destino di una comunità ... legata al mondo della pesca. Il libro … ci permette di rivivere … quei momenti drammatici ma anche di capire come ... Garda, col passare degli anni, si sia coraggiosamente orientata verso nuove fonti di reddito legate... allo sviluppo di quel turismo che l’arrivo del treno, implicitamente, proponeva». Gaggia ricorda che «la tratta creò le prime forme di turismo domenicale», ma anche che «Garda non avrebbe voluto un tronco morto che si fermasse alla stazione di Porta San Giorgio a Verona ma un collegamento alla linea principale Venezia-Milano per intrattenere rapporti commerciali. I pescatori, dal canto loro, costatarono di appartenere, come le àole, al più basso gradino della catena alimentare ovvero sociale, ‘vinti di verghiana memoria».

In ogni caso quella linea a vapore arrivò. «E, l,’8 marzo 1925, fece il suo ingresso a Garda anche la elettromotrice «La Bigiona», guidata da Giovanni Rognini, uno dei costruttori, con a bordo sua Sua eccellenza Alberto De Stefani, ministro delle finanze nel 1922».

Ecco dunque alcuni spunti per leggere l’opera, in 8 capitoli, «La Fvgg ovvero la linea ferroviaria Verona- Caprino -Garda», «L’indotto», «La questione finanziaria» , «Da un’altra angolazione», «Con la lente di ingrandimento», «Lungo i binari della Fvcg tra stazioni, fermate e case cantoniere», concludendo con alcune considerazioni.

Barbara Bertasi
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