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12.01.2018

Otto documentari per ricordare Gianluigi Miele

«Ricordare per non dimenticare». Otto documentari di Gianluigi Miele morto a 70 anni il’8 gennaio 2017, dedicati a questo regista dalla personalità «magnetica» a un anno dalla scomparsa. La rassegna è stata organizzata con la Biblioteca-Museo Giovanni Arduino, dalle associazioni pro loco, società privata degli Ex originari di Pesina e la scuola primaria di Pazzon dell’Istituto comprensivo di Caprino dove Miele, che era in un certo senso «di casa», seppe entusiasmare in ricerche e studi i bambini che, guidati da lui, girarono video facendo anche interviste a persone del posto. Per far meglio conoscere l’ artista ecco le 4 serate che inizieranno sempre alle 20,30 nella sala dei Sogni della biblioteca di Palazzo Carlotti. La prima è stasera seguono 19 gennaio, 9 febbraio e 2 marzo. «Di nuovo il presidente della Biblioteca-Museo, professor Franco Zeni, porta qui un evento che tocca le nostre tradizioni, suddiviso in 4 serate durante le quali saranno proiettati documentari che puntano a fare memoria storica nel territorio baldense e a rendere omaggio a Miele che ne è stato il regista. A nome anche dell’amministrazione ringrazio il professor Zeni, le insegnanti e gli alunni della primaria di Pazzon, le associazione Pro loco ed Ex Originari di Pesina, quanti hanno portato la propria testimonianza e contribuito a realizzare l’ evento», dice il sindaco Paola Arduini. Per catalizzare la massima attenzione, è stato stampato un depliant che, oltre a immortalarne il suo sorriso, spiega la genesi di questo ciclo di proiezioni che sarà introdotto da membri degli organismi locali. I video, scelti tra una più articolata produzione, sono stati preparati con l’associazione società Ex Originari di Pesina e con la scuola, che hanno curato, rispettivamente, il primo e il secondo in scaletta. Stasera vedremo «Le malghe e i Tereri» e «I dura tutto l’inverno», il 19 gennaio «Guardando indietro» e «Polenta sempre polenta», il 9 febbraio «I pastori del Baldo» e «Sveglia molinaio che l’è giorno», il 2 marzo «Uso popolare delle erbe sul Baldo e Acqua di monte Acqua di fonte». Sono frutto di ricerche sulle tradizioni e il territorio baldense, dove Miele, pur abitando a Verona, era di casa anche perché la famiglia era di Marciaga dove lui torno sempre. Per i ragazzini il progetto è stato un modo diverso per «fare la storia» apprendendola, oltre che dai libri, da chi la visse. Miele approfondì anche altri temi. Dedicò molto impegno a girare documentari di storia contemporanea per e con enti e istituzioni, come Comune di Verona ed altri, l’IVrR, (Istituto veronese per la storia della Resistenza) e associazione Documenta. Ha curato video-guide per musei del Baldo Garda. • B.B.

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