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10.02.2019

Metti una sera a cena col cinghiale

Il cinghiale fotografato sulla Rocca di Garda
Il cinghiale fotografato sulla Rocca di Garda

Causano disastri sul territorio del «giardino d’Europa», arrivando fino a basse quote al punto che uno è stato di recente avvistato sulla Rocca di Garda. Intanto, però, se li sono mangiati in tanti: adesione di massa alla cena a base di cinghiale organizzata dalla Pro loco di Caprino, presieduta da Renato Betta, per raccogliere fondi destinati al restauro degli affreschi trecenteschi di Ceredello staccati negli anni ’40 dal pittore-restauratore Ettore D’Iseppi. Rappresentano proprio la caccia a questo animale selvatico attestando come, da secoli, l’attività sia praticata in zona. «Oltre cento persone hanno aderito, e molte altre lo avrebbero fatto se ci fossero stati altri posti», fa sapere Claudio Facchinetti, del Gruppo culturale della Pro loco. Tra i presenti moltissimi cittadini ma anche amministratori, come il sindaco Paola Arduini, responsabili dei nove Comprensori alpini di caccia del Monte Baldo e il consigliere provinciale alla Polizia provinciale Pierangelo Zorzi, che hanno voluto evidenziare come gli enti pubblici si stanno muovendo per eradicare questi animali dalla zona del Baldo-Garda, dove stanno invadendo proprietà private, come i prativi delle malghe, arrivando fino a bassa quota. «Nell’incontro è emerso che un capo è stato fotografato in pieno giorno sulla Rocca di Garda». L’informazione è stata confermata dal consigliere all’ecologia di Garda, Sacha Allevato: «Ho visto la foto, attendiamo eventuali ulteriori segnalazioni che ci serviranno a valutare meglio la situazione e come agire di conseguenza». La cena con piatti al cinghiale è servita anche a informare sul lavoro della Pro loco che, alle attività tradizionali, ha accostato l’interesse per il recupero e la valorizzazione dei documenti del passato, come appunto l’acquisto e il restauro dell’affresco di Ceredello. Anche il territorio è un bene da salvaguardare e il tema cinghiale non era dunque stato scelto a caso. Del resto l’11 dicembre l’associazione culturale Sorasengi aveva organizzato l’assemblea «Via i cinghiali dal Baldo», all’indomani della quale era sorto il Comitato spontaneo per la difesa del Monte Baldo che il 31 dicembre ha lanciato un appello alla loro eradicazione scrivendo alla Provincia, all’Unione montana del Baldo Garda e ai Comuni che la formano. Importante è stato dunque l’intervento di Zorzi: «Ho riferito le iniziative che la Provincia sta mettendo in essere e le difficoltà che si riscontrano nel cercare una valida e condivisa soluzione per fronteggiare la presenza devastante dei cinghiali sul Baldo e dintorni. Stiamo approntando un rafforzamento dell’attività di controllo, la caccia di selezione, per questo abbiamo organizzato un incontro con i sindaci e i presidenti dei comprensori che si ritroveranno il 12 febbraio alle 17 a Caprino». Ha informato il sindaco Arduini: «Ci stiamo adoperando per trovare un posto idoneo a creare un centro di raccolta dove refrigerare fino alla macellazione i cinghiali uccisi. Ricerca non facile ma urgente, consapevoli dei danni che stanno facendo al Baldo». Ha aggiunto il presidente dell’ Unione montana Baldo Garda, Maurizio Castellani: «Abbiamo in passato avuto incontri con Regione e Provincia e comprensori e stiamo ora predisponendo un consiglio straordinario ad hoc». Il presidente del Comprensorio alpino di Caprino, Tiziano Zanetti, ha lamentato «l’eccessiva burocrazia relativa al controllo del cinghiale», non nascondendo «il timore per possibili incidenti, stradali e a escursionisti, che si potrebbero verificare». Luigino Bertasi, presidente del Comprensorio di Rivoli, ha fatto un bilancio delle azioni svolte. E il sindaco Armando Luchesa già prima della cena aveva rilevato: «Rivoli è uno dei nove comprensori alpini di caccia del Monte Baldo dove, da qualche anno la presenza, sempre più massiccia, del cinghiale causa ingenti danni alle colture oltre che incidenti alla circolazione, finora fortunatamente senza conseguenze alle persone. Proprio per la pericolosa situazione il presidente Bertasi, coi suoi sette cacciatori abilitati al prelievo, sta facendo una difficile azione di contrasto. Le postazioni autorizzate dai proprietari terrieri e dalla polizia provinciale, che ringraziamo per la preziosa collaborazione, sono undici, in punti che permettono di monitorare e cacciare il pericoloso animale selvatico. Considero lusinghieri i risultati raggiunti finora nonostante le difficoltà per la tipologia di caccia consentita nel territorio baldense: altana (postazione fissa) e chiusino (trappola). Dal 24 settembre 2017, giorno delle autorizzazioni provinciali, fino ad ora, solo nel nostro comprensorio sono stati uccisi 24 capi: 14 femmine e 10 maschi. Ringrazio il presidente e i sette cacciatori per l’ottimo lavoro, la comandante della Polizia provinciale Anna Maggio, il vice Damiano Cappellari e il responsabile di zona Anselmo Furlani nonché il responsabile del Servizio tutela faunistico ambientale della Provincia Ivano Confortini per gli utili consigli». •

Barbara Bertasi
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