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15.01.2019

«In piedi per un’ora con lo zaino sulle spalle»

Studenti diretti a scuola a una fermata dell’autobus
Studenti diretti a scuola a una fermata dell’autobus

«Un’odissea lunga e disagevole, un problema che si ripete ogni anno a scapito dei nostri ragazzi». Così l'avvocato Maria Gabriella Dal Prete, 52 anni, da dieci residente a Caprino, definisce le condizioni di viaggio di chi si serve di alcune linee della tratta Verona-Caprino dell'Azienda trasporti Verona (Atv). Dal Prete ha un figlio e una figlia, il primo tuttora utente del servizio, la seconda lo è stata fino al 2018. Il suo disappunto è rivolto agli autobus che percorrono tale tratta, soprattutto a quelli di alcune fasce orarie. «Sono stracolmi di passeggeri, spesso costretti a stare in piedi, soprattutto se salgono alla fermata di Castelvecchio». Uno degli autisti ha riferito che sono pieni soprattutto quelli programmati per gli studenti, il mattino da Caprino e nel pomeriggio soprattutto quello delle 14,20. Ma la situazione varia secondo i giorni. Proprio per questo, ha riferito sempre l'autista, il personale di Atv fa monitoraggi quotidiani per valutare se servano ulteriori mezzi. Dal Prete continua: «Sono mesi che invio mail di reclamo e di suggerimento all'Atv segnalando una situazione insostenibile sugli autobus che percorrono questa tratta. Da un lato per l'elevato numero di utenti, che sono per lo più studenti, in rapporto all'esiguità dei mezzi disponibili, dall'altro per la loro inadeguatezza in quanto hanno pochi posti a sedere». Quindi precisa: «Non sono veicoli usati per il trasporto extra urbano, come le corriere in partenza il mattino e in altri orari del pomeriggio, ma sembrano autobus urbani con spazi in piedi non adatti ad un viaggio che, per raggiungere Caprino, richiede addirittura un'ora e mezzo, viste le tantissime fermate». Atv ha attivato anche un Servizio Bus Express che fa un percorso autostradale. «Ma, purtroppo, ha pochissimi posti. L'ho sperimentato quest'anno in agosto quando non ho trovato un solo abbonamento annuale disponibile per mio figlio», spiega Dal prete. E torna alle modalità del viaggio: «Non ritengo accettabile che giovani, la maggior parte minori che vanno o tornano da una giornata impegnativa a scuola, debbano stare in piedi per oltre un'ora, anche con la cartella sulle spalle». Quindi si concentra sulla questione «sicurezza»: «Corrono anche pericoli poiché la viabilità extraurbana impone a volte brusche frenate o altri imprevisti che possono mettere a repentaglio l'incolumità dei passeggeri». E precisa: «Un autobus di cui lui si lamenta è quello che passa dalla fermata di Castelvecchio in direzione Caprino alle 16.54. Parte dalla Stazione Porta Nuova, ferma prima in corso Porta Nuova e prosegue per altre fermate anche cittadine. Arriva però a Castelvecchio già pieno ed è destinato a riempirsi ulteriormente. Mio figlio lo prende quasi tutti i giorni non trovando, spesso fino ad oltre Domegliara, un posto». Spiega ancora: «Torno a chiedere un potenziamento dei mezzi, anche in considerazione dei costi: 520 euro all'anno sono una spesa importante che le famiglie devono affrontare per questo viaggio lunghissimo». Conclude: «Un fatto ricorrente che produce ritardi a questa corsa già infinita sono i “portoghesi”, e non sono studenti, con cui i controllori intraprendono una vana battaglia quotidiana. Tentano di far pagare il biglietto ad utenti che, oltre a rifiutarsi, si fanno pure beffa di chi svolge il suo lavoro». Sofia, 23 anni, di Cavaion, che studia Beni culturali all'ateneo e si serve di Atv in vari orari, commenta: «La fascia critica è quella delle 13,54 e delle 16,54 a Castelvecchio. Qui in genere si riesce a sedersi ma alle successive i posti si riempiono. Il servizio andrebbe potenziato». Sono le 16,53 e l'autobus sta per arrivare. Sofia sale però questa volta tocca proprio a lei restare in piedi. Sulla necessità di un potenziamento «anche per accorciare i tempi di questo percorso infinito», si sofferma Camilla Savio, 19 anni di Cavaion, che va a Verona per lavoro. «Ora prendo l'autobus sporadicamente, ma quando andavo a scuola lo prendevo alle 14,20. Ho smesso di farlo e ho preferito prendere quello che mi portava a Pastrengo, dove mi venivano a prendere. Era un viaggio lunghissimo: arrivavo dopo oltre un'ora. E poi l'abbonamento è caro ed è veramente disagevole siano previste così poche corse. È' vero», ricorda, «c'è il Bus Express, che è molto veloce ma non passa per Cavaion. E in ogni caso costa ancora di più». •

Barbara Bertasi
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