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20.11.2015

Il cielo è per tutti
In parapendio
sulla carrozzella

Volare in parapendio per superare i limiti della disabilità motoria e diffondere il più possibile questo sport specialmente tra i giovani disabili. Marco «Mastro» Bottardi, 42 anni, paraplegico in seguito ad un incidente in moto avuto anni fa che lo costringe a vivere su una sedia a rotelle, rappresentante del direttivo della scuola vela La Fraglia di Desenzano e responsabile del progetto disabili, per la prima volta ha così voluto provare l'emozione di un volo in quota, assistito da Alan Olivieri, pilota di parapendio di Xadventure Team e socio del volo libero scaligero di Deltaland di Caprino, organizzatori dell'evento che si sono subito adoperati per sostenjere questa iniziativa.

Marco, campione italiano di barca a vela in particolare della classe Hansa 3.03 specialità in cui si è imposto lo scorso anno a Gargnano sulla costa bresciana del Garda, è decollato da località Colonei, sul Baldo, per atterrare dopo una ventina di minuti nell'area di Deltaland dopo aver sorvolato l'area della Val d'Adige. Un'esperienza - a cui è arrivato anche grazie all'amico Massimo Dal Pra - che lo ha lasciato senza fiato. «È stato davvero emozionante. Lassù quello che colpisce è il silenzio della natura», spiega Bottardi.

«Ho voluto provare il parapendio, sport prima d'ora a me sconosciuto, per capire le sensazioni che si provano con l'obiettivo di farle provare anche ad altri ragazzi. Molti pensano che per i disabili ci siano solo tennistavolo o handbike, ormai diffusi ovunque. Ma non è così. Già sulla vela sta nascendo un circuito sempre più interessante ma ora vorrei far comunicare che sul lago di Garda, e non solo ,ci sono diverse discipline sportive che possono praticare anche i disabili, specie per chi è in cerca di adrenalina pura. Il parapendio è senz'altro una di queste».

Bottardi ha creato diversi progetti come quello del «D284 Il PARAdiso in barca a vela»: corsi di scuola vela per studenti delle scuole medie e superiori. L'obiettivo è offrire anche a giovani disabili la possibilità di sperimentare attività sportive come i coetanei normodotati.

Il «Mastro» ha tanti altri progetti in mente, come quello di spingere ancora di più sulla promozione della barca a vela per disabili, incentivare l'adeguamento di spiagge accessibili per tutti con delle passerelle ad hoc, o rendere possibili le escursioni in quota, a partire dal Baldo, anche ai paraplegici attraverso i quad, i mezzi a quattro ruote che consentono di visitare le vette delle montagne anche a chi non può più usare le gambe e magari da lì lanciarsi con il parapendio. «Molti Comuni stanno lavorando bene su questi aspetti, ma si può fare ancora tanto. Credo sia importante lavorare per creare un turismo accessibile a 360 gradi e ovviamente anche sullo sport. La disabilità non deve più essere un limite».

Emanuele Zanini
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