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28.01.2018

Allo studio gli itinerari delle «Vie della fede»

L’oratorio di San Martino
L’oratorio di San Martino

Mercoledì c’è stata la prima uscita del progetto «Le vie della fede», organizzato dalla pro loco presieduta da Renato Betta, su input della Biblioteca Museo presieduta da Franco Zeni. Il piano di lavoro, pluriennale, individua quattro percorsi (come i punti cardinali) che si dirameranno alla scoperta dei segni devozionali sul territorio: capitelli, croci, pitture murali, chiesette campestri, «per risvegliare», dice Betta, «la memoria storica di ciò che in passato significavano». La loro individuazione sarà possibile solo quando il gruppo di lavoro capitelli Caprino Veronese, che ha iniziato a riunirsi il 24 gennaio, avrà fatto una rilevazione di queste presenze, redigendo un censimento. Spiega Paola Zanetti, laurea in Lettere con indirizzo storico artistico, membro del gruppo: «Pochi territori come quello caprinese sono così ricchi di simboli religiosi. Si calcola che ne esistano almeno 200, datati tra il 1600 e il 1800. Percorrendo le stradicciole di borgate e campagna, si scorgono, spesso in degrado e seminascoste dalla vegetazione, immagini sacre poste a protezione di contrade corti, incroci sentieri... Collocazione mai casuale di cui spesso si ha solo un ricordo confuso». «Generalmente sono frutto di ex voto, ma servivano anche come punto di aggregazione per la comunità, o potevano essere segni di riferimento per pellegrini lungo itinerari diretti a luoghi di culto come il Santuario Madonna della Corona». Zanetti è andata con altri quattro volontari: «Ci siamo dedicati a quello che potrà essere il percorso tre: da Caprino tra le località Platano, San Martino, Pazzon e Lubiara. Abbiamo individuato otto manufatti, tutti dedicati alla Madonna della Corona. Visto che lo scopo del progetto è anche favorire il turismo, quest’area potrebbe essere una tra le più frequentate in considerazione dei tantissimi che ogni anno visitano la basilica». È stato annotato lo stato delle opere. In sofferenza un’ edicola con dedica alla Madonna del 1855, vicino all’ex molino Bertoldi. Aggiunge Rinaldo Veronesi, anche lui volontario del gruppo addetto al censimento: «Puntiamo a individuare e segnalare le situazioni di bisogno così da poter procedere al recupero attraverso interventi sulla base di progetti presentati alla Soprintendenza». • B.B.

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