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01.01.2018

Brenzone, il tuffo
nel Garda si ripete
per la 30esima volta

Quarantatre intrepidi in acqua per il tuffo di capodanno a Brenzone, tra cui l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Alle 15, con un tiepido sole a scaldare gli animi, i tuffatori del primo dell’anno sono stati molti meno dei cento che gli organizzatori, ovvero i fratelli Luigi e Giannantonio Sartori e l’amico speaker della manifestazione, Danilo Donatini, speravano di raggiungere anche perché la pioggia battente della mattinata ha dissuaso diverse persone.

Tra i partecipanti, l’assessore al bilancio di Brenzone, Luisa Formaggioni, la figlia e altre ragazze con il numero 30 stampato sulle guance. C’era anche Alessandro Furioni, il ragazzo cieco di Cassone sopranominato il “delfino del Garda”, che già altre volte ha fatto importanti performance natatorie nel più grande lago italiano.

Per il trentesimo anniversario i fratelli Sartori hanno addirittura stampato un telo che ricordava l'avvenimento: 6 lustri consecutivi catalizzando, di anno in anno, l'attenzione e la simpatia di sempre più persone e dei mass-media, che definiscono ormai quello di Brenzone «il tuffo di capodanno» per antonomasia sul Garda.

 

Ma il tuffo a Brenzone sarà ben augurante per Flavio Tosi, specialmente in prospettiva delle votazioni nazionali del 4 marzo 2018 con il nuovo soggetto politico «Noi per l'Italia», oppure no? «Credo che politicamente sarà indifferente», ha detto l’ex-primo cittadino, “visto si buttano in acqua persone di ogni fede politica. Penso però che il bagno il 1 gennaio faccia bene perché lo faccio da 15 anni e non mi sono mai ammalato. È una specie di vaccino, che si fa una volta l’anno e fa risparmiare il sistema sanitario», ha chiuso ridendo.

Al fianco dell'ex- sindaco di Verona anche la senatrice Patrizia Bisinella, compagna di vita di Tosi. A Brenzone la aspettavano in bikini, come già da due anni a questa parte, ma anche stavolta lei ha optato per un ben più accogliente e caldissimo giaccone bianco e blu, jeans e scarponcini da montagna. «Purtroppo», ha scherzato la Bisinella, «qualcuno deve pur sacrificarsi a non fare questo bellissimo gesto perchè altrimenti Flavio non avrebbe nessuno che gli porge l'accappatoio. E poi se gli venisse il raffreddore, chi gli darebbe i fazzoletti se pure io mi ammalassi?».

Il ragionamento, in effetti, non fa una grinza, non c'è che dire: un vero sacrificio per amore della coppia. Gli organizzatori di Brenzone, per la dodicesima volta, hanno proseguito anche la raccolta di fondi a favore della adozione a distanza di due bambini indiani tramite la missione Calcutta Onlus e anche a favore dei terremotati di Arquata del Tronto, come hanno spiegato. Insomma: la «follia di capodanno» a Brenzone ha da un bel po' di anni anche un aspetto concreto e solidale verso chi ha bisogno.

 

 

Gerardo Musuraca
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