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17.12.2017

«Vuoi trasgredire? Non farti!» Parola di Giorgia

Salvata grazie a un trapianto di fegato necessario a superare l’intossicazione causata dall’assunzione di mezza pasticca di Ecstasy in discoteca, Giorgia Benusiglio oggi gira le scuole raccontando la sua tremenda esperienza aglistduenti. Martedì Giorgia sarà all’alberghiero Luigi Carnacina di Bardolino dove, in occasione dell’ assemblea di istituito, parlerà agli studenti. Il tema della mattinata è infatti «Prevenzione giovanile contro sostanze stupefacenti» e sarà affrontato in due momenti. Il primo sarà dedicato alla testimonianza di Benusiglio che ricorderà la sua scelta sbagliata, la sua esperienza, le conseguenze che ne derivarono riprendendo parte di quanto scritto nel suo libro Vuoi trasgredire? Non farti! pubblicato nel 2010 nelle Edizioni San Paolo srl con prefazione di Renzo Agasso. Il secondo momento sarà riservato al dibattito. Spiega Luisa Nicolis, collaboratrice del dirigente scolastico Eugenio Campara: «Per affrontare il tema abbiamo scelto l’assemblea di istituto poiché coinvolge oltre 620 ragazzi e ragazze che intendiamo sensibilizzare ai problemi determinati dall’ assunzione di sostanze stupefacenti. Ci teniamo a dare loro una testimonianza diretta che possa sviluppare consapevolezza sugli effetti, psicologici e fisici, derivanti dalla loro assunzione». Nella seconda parte della mattinata i protagonisti saranno gli studenti. Potranno fare domande, togliersi dubbi evitando falsi miti, che si creda ad esempio che assumere piccole dosi di droga sporadicamente metta al riparo da conseguenze fatali. «Giorgia ingerì una piccola quantità di ecstasy eppure ...», sottolina Nicolis. In quel momento era in una discoteca di Desenzano e aveva 17 anni, oggi ne ha 35 e abita a Milano. Di quell’esperienza ha fatto una missione di vita: «Da 11 anni percorro l’Italia incontrando il maggior numero di persone possibile, per dare le corrette informazioni che non sono state date a me a 17 anni. Essere in questa scuola è importante. Torno spesso sul lago perché chi vive qui mi chiama, rendendosi conto che il problema esiste e va affrontato seriamente», dice Giorgia. • B.B.

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