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15.11.2017

Tredici Comuni in campo
e insieme per ogni donna

Le amministratrici dei 13 Comuni che insieme hanno programmato manifestazioni contro la violenza sulle donne  FOTO PECORA
Le amministratrici dei 13 Comuni che insieme hanno programmato manifestazioni contro la violenza sulle donne FOTO PECORA

La panchina rossa diventa virale. Il simbolo della lotta alla violenza sulle donne, rossa come il sangue delle vittime di femminicidio, da Affi, dove è stata installata un anno fa, si diffonderà in altre nove piazze, o luoghi pubblici, dalle pendici del monte Baldo alle rive del lago, dalle colline moreniche alla piana verso Verona. Ma questa iniziativa è solo una parte del vasto programma di sensibilizzazione sulla violenza di genere messo in campo da 13 Comuni del lago e dell’entroterra, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre. I Comuni di Affi, Bardolino, Bussolengo, Caprino, Castelnuovo del Garda, Cavaion, Costermano sul Garda, Garda, Lazise, Pastrengo, Peschiera del Garda, Rivoli e Valeggio sul Mincio si sono messi in rete, infatti, e insieme alle associazioni «TèDonna», «BaldoFestival Donna», «È sempre 8 Marzo» e «Isolina e…», lotteranno contro la violenza, per sensibilizzare su un tema che riguarda anche gli uomini e per sostenere Telefono Rosa, che a Caprino ha uno sportello di ascolto e assistenza, sia legale che psicologica, per le donne che subiscono violenze.

Incontri di poesia e racconti, letture a voce alta, municipi, castelli e rotatorie illuminati di rosso, flash mob silenzioso al centro commerciale Grand’Affi, spettacoli teatrali e musicali, panchine rosse: ogni Comune ha organizzato qualcosa, basandosi sulla sua storia e sulle risorse di casa propria, per dire basta a molestie, percosse, pressioni psicologiche, femminicidi. E per ricordare Alessandra Maffezzoli, la maestra gardesana uccisa a Pastrengo l’anno scorso dal suo ex convivente. I primi eventi si terranno il 22 novembre, a Lazise e a Valeggio, il 24 si aggiungerà Garda, il 25 arriveranno iniziative e mobilitazioni di donne, uomini, ragazzi, artisti, scrittrici in 9 dei Comuni aderenti. Si chiuderà il 2 dicembre a Bussolengo.

TUTTO IL PROGRAMMA. Il mega programma è stato presentato a Bardolino, in municipio, da un nutrito gruppo di amministratrici, a partire dalle donne sindaco o vicesindaco, che in quest’area non mancano, fino alle donne assessore o consigliere comunale. Ma, dato che gli uomini sono parte integrante del cambiamento culturale e sociale che si vuole mettere in atto per dire «no alla violenza e sì al rispetto», le porte non erano affatto chiuse al genere maschile: tra le sindache di Cavaion Sabrina Tramonte, di Bussolengo Paola Boscaini, di Caprino Paola Arduini, la vice sindaco di Bardolino Marta Ferrari e tutte le altre amministratrici, c’era pure il sindaco di Affi, Roberto Bonometti.

Il coordinamento e il programma (consultabile anche su larena.it) sono a cura delle volontarie di «TèDonna», associazione presieduta da Michela Bortolozzo che da oltre 10 anni si occupa di tematiche del femminile. «È molto importante che così tanti Comuni del nostro territorio si trovino uniti in un obiettivo unico», sottolinea Bortolozzo. «TèDonna ha raccolto volentieri lo stimolo della sindaca di Cavaion: abbiamo intessuto una rete per avere un programma unitario che dia grande forza e visibilità al messaggio contro la violenza.

«Vorremmo fosse chiaro a tutti che non è un problema delle donne, vorremmo vedere sempre più uomini dire “Io non sono come te”, e reagire». Per il 25 novembre l’associazione propone lo slogan «Guardami negli occhi», inteso non come denuncia o condanna ma soprattutto «come messaggio propositivo di scambio tra uomo e donna, basato sul rispetto», conclude la presidente. «Non di corsi di autodifesa hanno bisogno le donne, ma di uomini che le rispettino». «Un appello così corale», continua la sindaca cavaionese Tramonte, «è di primaria importanza per la nostra società e le nostre comunità, che si sono molto impegnate, ognuna a suo modo, per esserci tutte su questo tema». Aggiunge la vice sindaco di Bardolino, Ferrari: «I primi incontri tra amministratrici in cui abbiamo espresso il desiderio di unirci e progettare insieme, per un’azione più forte, risalgono al 2014. Da allora, la fiammella è sempre rimasta accesa, ora ha preso vigore e non ci fermeremo qui».

Camilla Madinelli
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