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17.01.2019

Lo pagano con arbusti e rovi E lui costruisce reti vegetali

Cristian Viola con una costruzione creata con gli arbusti FOTO PECORA
Cristian Viola con una costruzione creata con gli arbusti FOTO PECORA

Cristian Viola, 46 anni e circa due metri di statura, ex gestore di un ristorante pizzeria, con un passato da giocatore semiprofessionista di pallacanestro in serie C, si dedica a un lavoro inconsueto: ripulire i terreni incolti sulle colline di Bardolino. «Lavoro in un ambiente straordinario con paesaggi agresti incomparabili. Sono tutto il giorno in mezzo alla natura», spiega Viola, «in un territorio che per secoli è stato modellato dal sapiente lavoro dell’uomo, creando straordinari terrazzamenti. In queste zone, che da decenni non vengono più coltivate sopravvivono, soffocati da rovi, edera ed altre piante infestanti, uliveti e alberi da frutto dimenticati. Io li libero e pulisco i campi rigorosamente a mano», precisa. «Ma non brucio nulla, come invece fanno in molti per liberarsi delle ramaglie. Il materiale che ricavo lo utilizzo per costruire recinzioni ecologiche ed ecocompatibili». Il suo è un lavoro alquanto singolare. «Sostituisco ringhiere e reti con pezzi di bosco», racconta. «Le mie recinzioni sono assolutamente naturali. Utilizzo rovi, noccioli, robinie, sanguinelle, edera, canne e tutto il materiale vegetale che ricavo dalla pulizia dai terreni incolti. Questo spesso è il mio unico compenso». Poi precisa: «Sono io che mi presento ai proprietari dei terreni incolti proponendo l’eco pulizia. Raramente mi viene riconosciuto un compenso in denaro. E pensare che se non lo riutilizzassi quel materiale vegetale dovrebbe essere smaltito come rifiuto o ancor peggio bruciato. Io invece vorrei creare un’economia circolare con gli scarti vegetali utilizzandoli in eco edilizia. È la mia aspirazione», confida. «Il mio è un lavoro duro ma sano. La prima fase è quella del taglio. Poi il materiale vegetale va selezionato e confezionato in fascine. Tutto questo viene fatto a mano. Finora ho utilizzato il materiale raccolto per costruire recinzioni che ho preparato per abitazioni private ed esercizi pubblici: bar e ristoranti. Il suo utilizzo, però, potrebbe essere senz’altro più vasto», osserva Viola. «Mi piacerebbe confrontarmi e lavorare con qualche architetto specializzato in bioarchitettura. Credo che questo settore abbia notevoli prospettive e possa avere un grande sviluppo. Anche perché la sensibilità nei confronti dell’ambiente da parte della gente e l’esigenza di vivere in maniera più sana, in sintonia con la natura ora è sempre più sentita», aggiunge. «L’attività che svolgo potrebbe anche offrire nuovi posti di lavoro e svolgere quindi anche un’importante funzione sociale. Io per tanti anni, lavorando sul lago nell’ambito della ristorazione, ho avuto ritmi stressanti», sottolinea Viola. «Ad un certo punto ho dovuto smettere perché ho capito che mi stavo uccidendo con le mie mani. Ho iniziato così a coltivare verdura biologica sulle colline sopra Bardolino. Ho provato a venderla a ristoranti e hotel della zona ma non è andata bene», ricorda. «Così ho iniziato a ripulire a mano i terreni incolti reinventandomi “riciclatore” di scarti vegetali. Questa credo sia la strada giusta», conclude. «Mi piacerebbe ripulire la Rocca e con il materiale ricavato costruire una recinzione su tutto il perimetro di questo stupendo balcone panoramico sul lago. Chissà che magari un giorno ci riesca e che le amministrazioni comunali di Garda e Bardolino, sui i cui territori insiste la Rocca, mi chiedano di far questo lavoro. •

L.B.
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