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22.11.2017

La scommessa del Tusini:
in 23 entrano in azienda

Macché sfruttamento, tirocini fantasma, mansioni inutili.

All’istituto Tusini di Bardolino l’esperienza scolastica e lavorativa è una realtà che impegna gli allievi del quarto anno della scuola professionale tanto in classe che in azienda. Per dare loro le competenze necessarie e poi la possibilità di applicarle sul campo. Così, mentre in tutta Italia gli studenti scioperano contro l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla Legge 107, la cosiddetta «Buona scuola», alla scuola salesiana sul lago di Garda si è aperto il quarto anno di diploma professionale in sistema duale con l’opzione apprendistato per 23 ragazzi, selezionati tra 55 studenti al termine del terzo anno. Dei 23 undici hanno scelto il settore meccanico, sette quello elettrico e cinque i servizi di vendita.

L’attività lavorativa è già iniziata ai primi di novembre e dura fino al primo giugno 2018, un anno composto da 490 ore a scuola e 500 ore in azienda. In pratica, ogni settimana gli aspiranti meccanici, elettricisti e operatori commerciali sono in classe dal lunedì al mercoledì, poi al lavoro per due giorni da otto ore ciascuno (giovedì e venerdì meccanici ed elettricisti, venerdì e sabato gli addetti alle vendite). Le aziende coinvolte, una ventina, sono realtà locali dislocate da Cavaion a Pastrengo, da Peschiera a Castelnuovo del Garda.

«Per i centri di formazione professionale come il nostro una legge regionale della primavera scorsa prevede un potenziamento tra formazione scolastica e lavorativa» spiega la dirigente scolastica del Tusini, Speranza Gandolfi.

«Sistema duale sta proprio per doppio canale formativo, a scuola e al lavoro. La legge prevede che si possa scegliere tra due modalità, l’alternanza oppure l’apprendistato. Noi abbiamo scelto il secondo già lo scorso anno, in via sperimentale: siamo partiti con l’apprendistato per i primi 16 ragazzi perché ci è parso il sistema più valido. Vogliamo poter garantire ai nostri studenti un contratto di impiego, in cui dimostrare capacità e impegno, in aziende private che accettano di diventare nostre partner condividendo aspetti normativi, didattici e pedagogici».

La dirigente, insieme al suo staff, in ottobre ha tenuto l’incontro introduttivo organizzato all’istituto salesiano bardolinese per far incontrare gli studenti del quarto anno e le loro famiglie con coordinatori e tutor dell’apprendistato, con i datori di lavoro, le associazioni di categoria. «Non vogliamo» continua Gandolfi, «che i nostri ragazzi perdano tempo né tantomeno che vengano sfruttati».

La dirigente scolastica non nasconde fatiche e disagi. Anzitutto c’è il nodo burocrazia:

«È eccessiva,» dice. «siamo sommersi di carte». Poi i contributi, scarsi per garantire qualità: «Bisognerebbe ipotizzare forme di finanziamento che tengano conto della complessità della materia. Noi abbiamo scelto di non escludere nessuno, anche se ci costa, perché crediamo sia un diritto di tutti i ragazzi potervi accedere». C.M.

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