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21.02.2018

A Verona in 240 per conoscere il vescovo, il rabbino e l’imam

I  bambini che hanno partecipato al progetto di pace sulla scalinata di Palazzo Barbieri a Verona
I bambini che hanno partecipato al progetto di pace sulla scalinata di Palazzo Barbieri a Verona

Essere ponti di pace tra culture e religioni diverse: è l’obiettivo del progetto promosso dall’Istituto comprensivo Falcone Borsellino di Bardolino e Lazise, che ieri ha fatto incontrare 240 alunni con i rappresentanti del territorio veronese delle tre religioni monoteistiche: il vescovo Giuseppe Zenti, il rabbino Yosef Labi e l’imam Mohamed Guerfi. I bambini sono stati a in visita in duomo, alla sinagoga e al centro culturale islamico di Verona. All’iniziativa hanno partecipato le quinte elementari di Bardolino, Lazise, Calmasino e Colà, la quarta di Calmasino e studenti delle medie. A metà mattina alunni e docenti sono stati accolti a Palazzo Barbieri dal sindaco di Verona Federico Sboarina, alla presenza del dirigente scolastico dell’Istituto Campara, della vice dirigente Ester Troiani, della vicesindaca di Bardolino Marta Ferrari e della consigliera all’Istruzione di Lazise Maria Vittoria Gatto. Ideatore del progetto «Essere ponti di pace» è il professore di religione Frantz Kourdebakir. «Come insegnanti, soprattutto di religione, dobbiamo dare un messaggio attuale, favorire un’educazione dell’incontro attraverso la conoscenza dell’altro», spiega. «L’idea è nata da un pellegrinaggio in Terra Santa», prosegue, «dove ho fatto esperienza del Muro del pianto, ma anche del Muro della vergogna che separa lo Stato d’Israele dalla Palestina». È stato incrociando lo sguardo di paura di un palestinese che aveva appena scavalcato quel muro con in braccio la sua bambina, che Kourdebakir ha maturato questo progetto per i suoi alunni, iniziato nell’Istituto comprensivo di Peschiera e che ora prosegue a Bardolino e Lazise. «Dobbiamo offrire opportunità di riflessione ai nostri ragazzi e per farlo bisogna uscire dalla scuola e incontrare le persone», aggiunge Kourdebakir. «Oggi», ha commentato il sindaco Sboarina ricevendogli studenti, «avete portato una ventata di allegria, ma anche di fiducia e speranza, perché i primi artefici della pace siete voi, con i vostri piccoli gesti quotidiani di rispetto e amore verso i familiari, gli amici e i compagni di classe». Finale a maggio a Bardolino con il primo «festival dell’incontro». •

K.F.
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