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21.04.2017

Assistenza domiciliare
Accordo con la Toblini

Una convenzione con l’Istituto di pubblica assistenza e beneficienza Toblini di Malcesine per fornire assistenza domiciliare agli anziani e per portare i pasti caldi a chi non è più autonomo. Sono le ultime iniziative dell’assessorato ai servizi sociali di Brenzone per «dare una mano a chi ha bisogno, sia dal punto di vista assistenziale che economico», spiega il consigliere delegato al sociale, Giancarlo Devoti.

La giunta ha approvato, il 13 aprile, una convenzione con l’Ipab di Malcesine che avrà validità fino al 30 aprile 2018. Prosegue dunque il rapporto con la struttura dell’alto Garda iniziato il primo maggio 2015 e che avrebbe avuto termine il 30 aprile 2017, se non fosse stato prorogato. «È una continuità di servizio che vogliamo dare e che era semplicemente doverosa», ha proseguito Devoti, «dato che le professioniste che fanno questo tipo di servizio per conto del Toblini non solo sono bravissime, ma sono anche sempre le stesse. Di conseguenza ormai conoscono i nostri anziani, sanno di cosa hanno bisogno e utilizzano anche presidi sanitari che vengono adoperati anche nella loro struttura di appartenenza». «Insomma», prosegue Devoti, «spendiamo di certo di più che se appaltassimo il servizio a una cooperativa, ma siamo molto soddisfatti di come il servizio viene svolto».

«Le assistenti alla persona», continua, «fanno anche da trait d’union con l’assistente sociale e, nel caso qualcuno abbia qualche problema nuovo o un peggioramento delle condizioni cliniche, il fatto viene segnalato e l’assistente sociale può prendere i provvedimenti necessari».

«Il costo per la assistenza domiciliare si aggira attorno ai 27,5 euro l’ora», dicve Devoti, «rispetto ai quali l’utente che non è economicamente svantaggiato paga al Comune circa 12 euro. Chi ha problemi di natura economica paga invece molto meno, dai 4 euro in su a seconda del reddito».

Il municipio ha affidato alla Toblini anche il servizio per portare i pasti caldi al domicilio degli anziani. «Con questa decisione», conclude Devoti, «abbiamo risolto un problema che vedeva coinvolti alcuni dipendenti comunali e anche alcuni cittadini volontari che, però, non potevano garantire una continuità di servizio e spesso sorgevano questioni. Di qui la decisione, in un certo senso anche obbligata visto che la Toblini è tra le poche strutture che ha la possibilità in zona di cucinare i pasti caldi e di recapitarli, con mezzi propri, alle persone bisognose, di fare questa scelta».

Il pasto costa mediamente 8,5 euro di cui 6 euro sono a carico dell’utente che non ha problemi economici, mentre il resto a carico del Comune. Anche in questo caso comunque, chi non ha denaro sufficiente viene aiutato dal municipio e «i numeri dei fruitori dei servizi variano molto da periodo a periodo», conclude il consigliere delegato Giancarlo Devoti.

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