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02.03.2018

West Star è del Comune «Facciamola brillare»

Un momento della cerimonia
Un momento della cerimonia

Cerimonia in grande stile, con tanto pubblico presente nella sala consiliare ieri mattina, per un evento storico: il passaggio di proprietà dall’Agenzia del demanio al Comune di Affi dell’ex base militare West Star, il più grande bunker antiatomico d’Europa. «Festeggiamo il termine di un iter iniziato nel 2007, poco prima che la nostra ex base militare chiudesse definitivamente», ha detto il sindaco Roberto Bonometti, «in quella occasione ho visitato per la prima volta il bunker accompagnato dal generale Gerardino De Meo, l’ultimo comandante di West Star. Ora il Comune di Affi si arricchisce di questo importante sito che ha grande importanza non solo per Affi, ma per tutta la provincia di Verona anche sotto il profilo turistico. C’è grande entusiasmo dobbiamo riuscire a far rispendere la nostra stella d’occidente». «Questa giornata è particolarmente importante perché lo Stato restituisce un bene ai cittadini», ha spiegato Dario Di Girolamo direttore dell’agenzia del Demanio Veneto, «il trasferimento della proprietà avviene a titolo gratuito. Ora questa ex base militare verrà recuperata per altri scopi. Noi continueremo a stare al fianco del Comune di Affi appunto per verificare l’uso che ne verrà fatto». «È nostro dovere valorizzare l’ex base militare scavata nel Monte Moscal», ha sottolineato Carla De Beni ex sindaco di Affi, «è un’opportunità molto interessante per il nostro territorio». «West Star è stata la base antiatomica, ovvero il comando protetto, per i vertici della Nato, più sofisticata e moderna d’Europa», ha ricordato il generale Lucio Inneco già comandante della Ftase. «Il 9 ottobre del 2007 West Star, 51 anni dopo che gli americani ne avevano presto possesso, è stata restituita all’Italia», ha spiegato il generale Gerardino De Meo, «dall’estate del 2006 è iniziato lo sgombero delle attrezzature. Le operazioni di smaltimento del materiale si sono concluse nella primavera del 2007. La prima visita effettuata dai rappresentanti dell’amministrazione si è svolta il 10 maggio. Qualche mese prima, a settembre, pareva che la funzione di West Star potesse essere riconvertita dal ministero della Difesa, ma poi non se ne fece nulla». «La costruzione di West Star, che si concluse nel 1966, costò otto miliardi di lire dell’epoca», ha ricordato lo storico militare Leonardo Malatesta, «l’unico museo dedicato alla guerra fredda, aperto solo alcuni mesi all’anno, si trova a Folgaria a Passo Coe in Trentino a 1.600 metri d’altitudine e sta riscontrando successo. Se ne venisse aperto uno qui nella West Star, avrebbe un successo ancor più grande». Della stessa idea il regista Mario Vittorio Quattrina, che ha dedicato a West Star il documentario Polvere di una stella: «Qui un museo potrebbe essere aperto subito», ha detto, «Non si può ricostruire la base com’era, ma bisogna giocare sul mistero e sul fascino di questa struttura, faacendo rivivere ai visitatori l’atmosfera di quando era in funzione». Ha chiuso l’assessore Gianmarco Sacchiero: «Ci stiamo muovendo per trovare sponsor e partner per gestire la base. Nel frattempo si dovrà provvedere a ottenere l’agibilità e a far partire il recupero. È stato ipotizzato che una parte di West Star diventi centro di ricerca e luogo di recovering data, cioè un centro dove vengono custoditi i server che contengono grandi masse di dati. Abbiamo una grande opportunità da trasformare in grande risorsa». •

Luca Belligoli
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