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09.09.2018

Negozi chiusi di domenica Bonometti alza le barricate

IL centro commerciale Iperaffi e Grand’Affi
IL centro commerciale Iperaffi e Grand’Affi

Torna alla ribalta a livello nazionale la chiusura domenicale dei centri commerciali e il sindaco di Affi Roberto Bonometti, paladino delle aperture festive, prende posizione. «Questo argomento e nell’agenda del Consiglio dei ministri ed è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Lega del Movimento 5 stelle», ricorda Bonometti. «Noi come amministrazione comunale di Affi ci siamo battuti e sempre ci batteremo per la libertà di decisione sulle chiusure. La nostra proposta è quella di chiudere tassativamente a Pasqua, Pasquetta, il giorno di Santo Stefano, il primo dell’anno, a Ferragosto e al primo maggio e per il resto lasciare libertà di scelta». Il sindaco continua: «È importante trattare questo argomento al di là e al di sopra degli schieramenti politici, con serietà e cognizione di causa. I grandi complessi commerciali sono nati con le autorizzazioni di Comuni, Province, e Regioni. Molti sono sorti per recuperare zone degradate. Spesso i grandi centri commerciali sono sorti in seguito a convezioni che hanno previsto anche la realizzazione di opere urbanistiche a favore della comunità locale». «Questi grandi centri commerciali», incalza, «per anni hanno finanziato con l’Imu le casse dei Comuni. Poi lo Stato si è impossessato di questa entrata lasciando ai Comuni solo le briciole I centri commerciali, oltre ad essere luoghi di vendita, nel tempo hanno diversificato le loro attività. Ad Affi hanno un’importanza anche turistica e sono occasione di svago, hanno al loro interno servizi sanitari, attività di ristorazione e altri servizi di pubblica utilità e interesse». Poi passa all’aspetto occupazionale. «Danno lavoro a molte persone e reddito a tante famiglie», afferma. «Inoltre l’Italia è una nazione che ha tra le sue maggiori attività il turismo. È impossibile immaginare, ad esempio, Venezia con i negozi chiusi la domenica. E tutte le attività di ristorazione presenti all’interno dei centri commerciali dovrebbero chiudere mentre gli altri ristoranti invece resterebbero aperti ?», si chiede il sindaco. «Quindi quali attività dovrebbero chiudere la domenica? I supermercati, i negozi di abbigliamento ? Quelli scarpe ed accessori o di articoli sportivi? Perché non si indice un referendum nazionale sulla chiusura domenicale dei centri commerciali?». Poi aggiunge: «Per tutelare i lavoratori si potrebbe varare una norma che preveda di prestare servizio al massimo due domeniche al mese. Il lavoro festivo significa comunque incremento della busta paga. La normativa dovrebbe prevedere la chiusura tassativa durante le più importanti festività. In Italia però sinora si sono applicate norme non in maniera uniforme, soprattutto per le aperture festive», sostiene Bonometti. «Fino a qualche anno fa, prima della liberalizzazione, ad Affi i centri commerciali dovevano restare chiusi, mentre nella vicina Lombardia potevano restare aperti sempre. Non ha senso dire che la chiusura domenicale è a favore della famiglia. È ipocrita», tuona Bonometti. «Per tutelare le famiglie serve altro, il lavoro soprattutto e poi servizi efficienti: asili nido, scuole, mense, trasporti, politiche sociali. La problematica da affrontare ora, a mio avviso, non è la chiusura coatta festiva dei centri commerciali, ma semmai la loro quantità e concentrazione sul territorio» «Mi auguro», conclude il sindaco, «che non si partorisca una legge che complichi invece di migliorare e semplificare la normativa attuale e preveda deroghe e un’infinità di possibili interpretazioni. Sarebbe il caos». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Belligoli
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