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mercoledì, 21 novembre 2018

Murales nel tunnel per far sparire le scritte oscene

Ragazzi all’opera nel tunnel di Affi che era coperto di scritte oscene

Il «profilo di Napoleone» del Monte Pizzoccolo, quello del Monte Baldo, l'Adige e le possenti pale eoliche di Affi hanno coperto le scritte oscene che imbrattavano il sottopasso di venti metri che da via Ca’ del Rì porta al centro commerciale di Affi, dove altri obbrobri sono stati cancellati al parcheggio. Ora chi passa resta sorpreso e chiede lumi sul murales. Gli autori sono quattro ragazzi che stanno partecipando al cantiere «Coloriamo la città», organizzato alla Comunità Shalom dal Movimento dei Focolari con la Comunità educativa per minori Dab di Albarè. Sui paesaggi la scritta: «Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te», la regola d'oro del «Gruppo ragazzi per l'Unità» di cui fanno parte. Il cantiere ne coinvolge 78, tra i 12 e i 18 anni, non solo veronesi. «I ragazzi operano nel segno dell'amore verso il prossimo, quello evangelico insegnato da Gesù che però», precisano gli organizzatori, «è valido per tutte le grandi religioni». I «ragazzi dell’Unità» mettono in pratica questa regola, questo amore, con attività diverse che hanno ripercussioni a livello sociale. «Attività di lavoro e di relazione concordate da una famiglia di Focolari di Costermano con i Comuni limitrofi, ovvero Affi, Caprino e Rivoli, parrocchie, associazioni», dice un volontari. Che prosegue: «Noi Focolari parliamo di un amore con i muscoli che si esterna in azioni concrete. Infatti i ragazzi, a gruppi di quattro, sempre seguiti da due adulti stanno hanno fatto giardinaggio al Giardino dei sogni a Oné di Caprino, hanno dipinto la cancellata della scuola primaria di Affi e un altro murales sulle scritte indecenti apparse sui muri della palestra di Rivoli. Questo raffigura il forte e due fumetti, veicolo dei messaggi del movimento. Chi ha il pennello in mano è entusiasta: «Possiamo fare qualcosa di creativo per la società. Speriamo rimanga visto che alla gente piace». Chi lavora alla cancellata è contento: «Non è un lavoro faticoso ed è utile alla comunità. E poi ci permette di parlare e di conoscerci», dice un ragazzino. Si lavora dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30. C'è però chi fa una sorta di orario continuato e pranza sul posto. Come chi sceglie l'esperienza all’Istituto di assistenza e beneficenza anziani (Ipab) Villa Spada di Caprino o all’associazione Casa del sole onlus - Cd (Centro diurno) Villa Dora di Garda che accoglie persone con disabilità multiple di diverse gravità. «Seguiti da operatori della struttura, abbiamo preparato spiedini di frutta e partecipato ai laboratori dì arte e musica. Non è stata un’esperienza facile: mi ha colpito l'empatia e la naturalezza con cui gli operatori si rapportano con queste persone che spesso non si muovono né parlano», dice una diciottenne. «Bello andare a Villa Spada», commenta un ragazzino. «Un anziano mi ha raccontato degli aneddoti molto divertenti». «Non stop» è stata la raccolta di pesche in una campo a Valeggio sul Mincio. «Le buttavano via. Ne abbiamo portate una parte alla Comunità Shalom e un’altra potrebbe andare a una mensa dei poveri», dice una consacrata. Ricordando una regola del campo: nulla si deve avanzare nel piatto, regola che abbraccia il progetto #Zero Hunger della Fao che punta ad azzerare la fame nel mondo entro il 2030. «Mi ha insegnato molto consegnare gli alimenti per preparare i pasti di famiglie indigenti dopo essere andati a ritirare eccedenze alimentari nei supermercati», dice una ragazza. Evidenzia un operatore: «Hanno applicato la regola d'oro, presente nella Bibbia e nei libri sacri di tante grandi religioni. Adesso la stanno sperimentando qui e poi la trasmetteranno alla realtà con cui si confronteranno al rientro».Ogni giorno il «gruppo del giornalismo» ha fatto riprese per un video-documento finale. «Il campo sta andando benissimo», prosegue l’operatore. «Ci sono tanti giovanissimi, anche di 13 anni, con i quali bisogna rapportarsi con una sensibilità particolare. Alcuni non avevano mai partecipato ad un campo così ed erano spaventati. Quando però hanno sentito di essere amati sono diventati i più entusiasti e hanno lavorato con dedizione e, appunto, amore». •