Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
sabato, 17 novembre 2018

Commercio abusivo Il Comune dovrà tornare in tribunale

Il Comune di Affi dovrà spendere altri 2mila e 400 euro, oltre ai 5mila 710 già sborsati per difendersi dal ricorso, intentato davanti al Tar del Veneto, da parte di Pasquale Napoli, 44 anni, originario di Taurianuova (Reggio Calabria), che risulta essere agricoltore. Nei suoi confronti il sindaco Roberto Bonometti aveva emesso, l’anno scorso, il provvedimento di cessazione dell’attività, perché, invece di vendere i propri prodotti agricoli, come aveva comunicato al Comune, ne vendeva altri senza essere in possesso di alcuna autorizzazione. Il fatto è stato contestato e sanzionato dai carabinieri dei Nas che hanno rilevato nei confronti del calabrese due illeciti amministrativi. Napoli che esercita l’attività commerciale su un terreno privato, lungo la strada che collega la zona commerciale di Affi a Cavaion, ha posto in vendita, oltre a prodotti agricoli, mozzarelle, burrate, taralli pugliesi e formaggi, provenienti da varie aziende senza aver presentato alcuna denuncia di inizio attività o autorizzazione. Inoltre ha omesso di adempiere correttamente all’applicazione del metodo Haccp, sulla conservazione degli alimenti, le cui schede da circa un anno non venivano aggiornate. Napoli però ha impugnato l’ordinanza di cessazione di attività del sindaco di Affi, davanti al Tar del Veneto, per ottenere l’annullamento del provvedimento. Il ricorso di Napoli però è stato annullato dal Tar. Napoli quindi ha proposto ricorso davanti al Consiglio di Stato. Il Comune per poter difendere i propri interessi e gli atti adottati si è dovuto costituire in giudizio ed ha affidato l’incarico all’avvocato Sergio Segna, che ha seguito la causa in primo grado. Questo secondo ricorso costerà al Comune altri 2mila e 400 euro. •