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16.01.2019

A West Star mostre di opere d’arte e server

Il corridoio dell’ex base Nato West Star ad Affi: il Comune ha deciso come vuole impiegarla
Il corridoio dell’ex base Nato West Star ad Affi: il Comune ha deciso come vuole impiegarla

L’ex base Nato West Star di Affi diventerà un museo interattivo della Guerra fredda, ma anche una super protetta mostra caveau per preziose opere d’arte e «fortezza» in grado di resistere a tempeste magnetiche e attacchi nucleari dove ospitare server con grandi masse di dati digitali. «Questo sito che abbiamo acquisito dall’Agenzia del Demanio, deve diventare un’attrattiva turistica a livello internazionale», dice l'assessore Gianmarco Sacchiero responsabile e referente del Comune per la riqualificazione dell'ex base militare scavata nelle viscere del Monte Moscal. «Il cammino per raggiungere questo obiettivo, che sarà senz’altro impegnativo è iniziato», continua l’assessore. «Verrà allestito a breve l’impianto elettrico di base (costo 90mila euro, ndr), che oltre a illuminare la struttura, consentirà di installare i ventilatori per il ricambio d’aria. Potremo così iniziare le operazioni di pulizia e messa in sicurezza di tutti gli spazi. Poi si procederà a completare l’impiantistica con il sistema di videosorveglianza, ponti radio e ciò che servirà per consentire l’apertura al pubblico. Intanto sto cercando di recuperare quanto più materiale possibile tra quello che è stato rimosso quando la base ha cessato di operare. Attrezzature, mobili e quant’altro verranno utilizzati per ricostruire gli ambienti che faranno parte del tour guidato del museo della Guerra fredda». C’è grande interesse per l’ex base Nato West Star. L’anno scorso a maggio, la prima apertura al pubblico, organizzata dal Comune in occasione dell’iniziativa «Affi da vedere», inserita nel «Festival del cammino», ha visto la partecipazione di oltre 700 persone che hanno avuto la possibilità di percorrere il tunnel, lungo un chilometro e 300 metri, che dà accesso ai tre piani della fortezza sotterranea. Il bunker entrato in funzione l’8 luglio del 1966, ha tre ingressi ed è stato concepito per resistere a esplosioni nucleari fino a una potenza di 100 kilotoni. Ha svolto la funzione di base di telecomunicazione e conteneva impianti molto sofisticati in grado di collegarsi con tutto il mondo e in costante contatto con il Pentagono. West Star è il suo nome in codice, che significa stella d’occidente. Quando la base era operativa, il suo mantenimento costava un milione di euro l’anno. Solo di energia elettrica si spendevano circa ventimila euro al mese. Tra il 2006 il 2007 è stata effettuata la smobilitazione. Questa enorme struttura ha una superficie coperta di tredicimila metri quadrati, ha 110 stanze per un totale di 3mila e 800 metri quadrati. In caso di attacco atomico avrebbe garantito la sopravvivenza a oltre 300 persone dei vertici Nato anche per più di un mese. Tra qualche giorno sarà a disposizione un opuscolo guida . «Questa pubblicazione servirà a informare sul passato di questo ex sito militare e sui passaggi necessari per il recupero e l’apertura al pubblico», spiega Sacchiero. «Inoltre servirà anche per presentare il progetto di recupero ai potenziali sponsor. È mia intenzioni rivolgermi a ditte che operano ad alto livello nel settore dell’informatica. West Star si presta come luogo di custodia per server informatici con grandi masse di dati digitali. Il bunker è stato costruito per resistere ad attacchi nucleari, quindi può garantire la massima sicurezza anche per quanto riguarda grandi masse di dati sensibili anche in caso di tempeste solari e magnetiche. Nei sicurissimi spazi della base si potranno anche organizzare mostre di opere d’arte di grande valore», aggiunge l’assessore. «Qui anche la Gioconda sarebbe al sicuro. I contributi degli sponsor e i proventi dei biglietti d’ingresso consentiranno al Comune di rientrare con le spese sostenute in questa prima fase». «Abbiamo anche in programma di creare un circuito museale», conclude Sachiero, «con altre realtà come quelle di Fortezza e Soratte». L’associazione culturale «Bunker Soratte», che gestisce la base militare ipogea scavata nelle viscere dell’omonimo monte, che si trova nel comune di Sant'Oreste in provincia di Roma, si è resa disponibile a collaborare per la valorizzazione di West Star. «Il Ministero della difesa italiano sta promuovendo un circuito dei bunker della guerra fredda e West Star di diritto potrebbe farne parte», ha detto il generale Gerardino De Meo, l’ultimo comandante di West Star e dal 2015 impegnato con il Comune di Affi per l’acquisizione dell’ex base Nat. «West Star», ha sottolineato, «non appartiene solo ad Affi, ma alla storia dell’umanità». •

Luca Belligoli
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