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11.02.2019

Scoperta discarica invisibile di teli: sotterrati da dieci anni

Gli scavi che hanno portato al rinvenimento di una discarica in profondità
Gli scavi che hanno portato al rinvenimento di una discarica in profondità

Pochi giorni fa è stato scoperto un «deposito incontrollato» di rifiuti su terreno agricolo nelle vicinanze del cimitero di Zevio, in via Argine Vecchio. Lo fa sapere il comandante della polizia municipale, Vincenzo Esposito. L'operazione è scattata nel contesto di indagini penali disposte dal Pm Paolo Sachar. Il capitano Esposito è intervenuto con i suoi uomini, la Polizia provinciale, dipendenti del Comune forniti di macchine da escavazione per svelare la discarica «invisibile» sotto un frutteto. Gli scavi, si legge nel verbale della Polizia provinciale, «a una profondità tra circa uno e quattro metri, hanno consentito di disseppellire una notevole quantità di rifiuti di vario genere: principalmente teli di nylon usati nella costruzione delle serre orticole, tubi irrigui in plastica, teli in tessuto sempre per uso agricolo su un'area di 164 metri per 15». I terreni sedi dell'interramento incontrollato sono stati posti in sequestro penale, unitamente ai cumuli di rifiuti. Attualmente l'area in questione, condotta da un agricoltore di origini zeviane ma residente a Minerbe, è di proprietà di una donna nata sempre a Zevio ma residente a Verona. Nel verbale inoltrato al sindaco Diego Ruzza, la Provincia fa presente che, considerato il pericolo di deterioramento del cumulo di rifiuti causa l'esposizione agli eventi meteo, vista l'assenza di chiusure a terzi dell'area e in attesa di una possibile prosecuzione dell'indagine disposta dall'autorità giudiziaria, si ritiene che la situazione possa costituire il presupposto per attivare le competenze attribuite al sindaco in casi del genere. In altre parole Diego Ruzza ha facoltà di emettere un'ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti sotterrati e di imporre il ripristino dell'area. Non solo: entro i termini fissati dall'ordinanza, i destinatari dovranno fornire tutta una serie di informazioni su natura e quantità dei rifiuti, documentazione fotografica e cartografica del sito di deposito, sugli impianti dove saranno recuperati o smaltiti i rifiuti, i tempi di attuazione dei lavori, l'esito delle indagini su suolo, sottosuolo, acque superficiali o sotterranee. Tutto ciò per acquisire elementi conoscitivi volti a stilare l'eventuale progetto di bonifica previsto dalla normativa. Il capitano Esposito spiega che il sotterramento dei residui di plastica data una decina d' anni fa, che l'indagine è scattata su segnalazione e che gli accertamenti hanno fatto leva su Google maps, il servizio web che consente di visualizzare le condizioni dei siti di buona parte della Terra, anche retrodatandone la visione. I sospetti degli inquirenti sono diventati rpiù corposi rilevando taluni piccoli avvallamenti intorno al cimitero, spiega ancora il capitano. «Con sorpresa, gli scavi hanno accertato rifiuti su un'area piuttosto ampia, circa due campi da calcio», quantifica il comandante Esposito, stigmatizzando dal punto di vista ecologico e perché sotto filari di mele, frutto che contraddistingue la produzione zeviana considerata di qualità. Pure il sindaco Ruzza disapprova l'occultamento: «Non è ragionevole arrivare a situazioni del genere quando è noto a tutti che smaltire la plastica delle lavorazioni nei campi costa poco o nulla e si evitano pesanti sanzioni». Stante a quanto trapela, il rinvenimento avrebbe collegamenti con analoghe scoperte avvenute recentemente a Minerbe e Bevilacqua. In altre parole, il conduttore del fondo con discarica «invisibile» sarebbe la stessa persona. L'uomo si è difeso affermando che lui non ne sapeva nulla degli occultamenti, demandando le responsabilità a precedenti gestori dei campi. Bisognerà dunque attendere la conclusioni delle indagini per capire a chi saranno attribuite le colpe. •

Piero Taddei
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